martedì, 26 giugno 2007, ore 18:19

Giorno #3

M: "Ah! Guardami in faccia, e dimmi, che faccia ho?"
D: "Che ne so io di che faccia hai tu..."
M: "Cazzo Dà, Un pò di fantasia..."
D: "Ah, ok, hai preso 30 di un esame?"
M: "Vabbè, adesso non esageriamo..."
D: "Vabbè, allora...28?"
M: "Eggià! (fa il gesto del soffiarsi sulle unghie)...brava eh?"
D: "Brava Marti, sono contento...ora, guarda tu in faccia me, e dimmi: che faccia ho?"
M: "Mmh...la faccia di uno a cui è andata di merda la terza prova forse...?"
D: "Ecco...appunto..."




rendercmsfield.jspOltre a questa avvincente conversazione, di questa serata potremmo ricordare però una miriade di altri fatti e/o avvenimenti. Come ad esempio noi, che a bordo di una Toyota Yaris guidata dal Valenza meglio conosciuto come "Viuuulenza", vistici sorpassare da una Ferrari nonsoilmodellomacomunqueunofigo, sorpassiamo a nostra volta il bolide (da destra), con il conducente che si ammazza dalle risate perchè se solo avesse voluto mettere la terza c'avrebbe sverniciato la macchina, e con noi che gridiamo esaltati "e ringrazia che siamo in cinque su sta macchina, sennò!".
E poi la visione di Zodiac, che come film non è male, anche se mi aspettavo, dato il protagonista, almeno un coniglio che non volesse dire un cazzo, o una qualsiasi parte di un qualsiasi aereo che si sfracellasse sopra casa sua (del protagonista, non del coniglio).
BibbyMVP

venerdì, 22 giugno 2007, ore 22:20

Giorno #2

studiare-745558Fino a qualche ora prima sembravo la bella copia del tizio quì di fianco, ma poi ho dormito tanto, ma proprio tanto. E soprattutto bene, rilassato. Senza alcun motivo di preoccupazione. Chessaràmmai. (Ok, basta col sarcasmo). Un pacchetto intero di Togo, un caffè d'orzo, una Redbull e un panino nello zaino, e la gionata comincia bene (cazzo, avevo detto basta): io che arrivo davanti a scuola, Sciarrillo e Massa che parlottano seduti sul maxi-scooter del primo, e, dizionari in mano, s'interrogano sul da quando Dante faccia parte o meno del programma di Quinta, visto che il giorno prima c’è anche chi c’ha fatto un tema, a riguardo. “Oh, ma tu hai fatto quello di cultura generale, vero? Quello sul villaggio globale intendo…”. Il mio cervello ancora in coma causa tre ore di sonno si deve mettere in moto e rispondere ad una domanda. Dai Davide, è semplice questa. Ci penso una manciata di secondi, penso che sì, doveva trattarsi proprio di villaggio globale allora, infatti m’era parsa una cosa del genere al momento della stesura, e gli rispondo “Si, ho fatto quello…insomma, l’ultimo della lista, no? Ce n’erano quattro, e io ho fatto l’ultimo, no? Cioè, l’avranno fatto tutti alla fine…”. Felipe incalza: “Ah, beh, mi sa di si. E cos’hai detto? Cioè, perché qua abbiamo detto tutti quanti che al giorno d’oggi si lavora troppo, che non c’è un minuto di pausa e che non si ha più tempo per se stessi. Non vorrei che pensassero che abbiamo iniziato a copiare già in prima prova…”. Io interdetto ci penso su un altro po’, e poi lo rassicuro: “Ho detto…boh, ho detto delle cose, ora non è che ricordi…si, va beh, quello comunque non mi pare d’averlo detto…”.
Dieci minuti dopo siamo in classe, posizionati, strategicamente in fila uno dietro l’altro sul lato sinistro della classe attaccati al muro, con quel lume di speranza nel cervello a farci anche solo un minimo pensare che suvvìa, in fondo due parole ce le faranno scambiare tra di noi. Insomma, se non aiuto nessuno d’Inglese oggi, poi chi è che m’aiuta in Francese lunedì? È un po’ una questione di business, e io mi sento un po’ Don Vito Corleone. Così m’improvviso sales manager di una fantomatica da me inventata english company con sede a Liverpool, più precisamente ad Abbey Road, e quattro ore dopo, con ben due ore di disavanzo sulla tabella di marcia indetta dai prof., io ho finito la mia cazzo di lettera commerciale che non so se c’ho azzeccato qualcosa o se con quel pezzo di carta ci si potrebbe pulirsi il, dai, facciamo gli inglesi, the ass.
Poi la visione di mia mamma in lontananza mi fa pensare. Le vado incontro, lei preoccupata e tutta presa male mi riempie di domande tipo “Allora?-Com’è andata?-Cos’hai fatto?-Era tanto difficile?-Su, dimmi qualcosa!!!”. “Mamma che te lo dico a fare, era una lettera della Madonna, ma vabbè, l’ho fatta. Cel’hai? L’hai comprato? Sei andata o no a fare spesa? C’era lì, o devo andare a comprarlo io?”. “No, cel’ho, stai tranquillo…è lì davanti, in macchina, dopo calcoliamo i soldi che mi devi”. Mi siedo in macchina, le dico “Dai oh, mica guido io”, sto già ascoltando Icky Thump, leggendo il nuovo numero di American Superbasket. “A te solo di quello importa eh?”. “Mamma, tu non capisci. ‘Sto qua in copertina a ventiquattro anni ha già vinto tre titoli, è l’MVP delle finali e si sposa la Longoria! Quella dei gelati!. E poi non capisci le cose belle della vita, sei in macchina con tuo figlio che (ridendo...) vuole condividere con te la musica di Jack White, e ti lamenti soltanto”. “Inizia a pensare a cosa devi fare tu, non preoccuparti di quello che fanno gli altri…”. ECCO, CI RISIAMO.

BibbyMVP

venerdì, 15 giugno 2007, ore 22:02


NBA Champs!
Dal momento in cui Sacramento manco per il cazzo poteva lottare per il titolo, e del resto a me di Sacramento non frega molto, non  foss'altro che il point-man dei californiani è il 10 da Arizona, io ho passato tutta la regular season a guardare mediocri partite sperando che non fossero i Mavs di Wunder-Dirk Novitzky a vincere l'anello, bensì i Phoenix Suns di tale Steven John Nash, con la collaborazione dei vari Marion, Stoudamire e via di seguito il resto del team. Poi questi mi hanno perso la semifinale di Conference, proprio dopo che gli stra-favoriti  Mavs avevano perso al primo turno dei play-offs ogni velleità di titolo, lasciandogli la strada super-asfaltata verso la conquista dell'anello. Il tutto se di mezzo non ci fossero stati questi quà sopra. Il caraibico Tim "The Big Fundamental" Duncan, l'argentino Emmanuel David "El Gran Contusion" Ginobili, e il francesino, che a 25 anni d'età vince il suo terzo titolo NBA, e che proprio non si accontenta di sposarsi tra un mese o poco più la casalinga disperata che fa la pubblicità all'Algida, deve pure dare spettacolo vincendo il titolo di MVP delle finali.
Riassumendo, io sono anche contento, però (un però, si sa, c'è sempre) i Cavaliers del prescelto Lebron James una gara almeno in casa la potevano vincere, eccheccazzo. Un cappotto 4-0 l'avevo visto fare solo ai Lakers del duo Kobe-Shaq ai danni dei Nets targati Jasone Kidd annata 2002.
Ma non dispero, dopotutto quel megacissato-montato-reppuso-idolatrato numero 23 che tutti paragonano a sua maestà aerea Jordan, a me sta pure sulle palle. L'unico rimpianto è vedere il 13 canadese ancora a secco di anelli, con la carriera che si avvia pian piano verso il viale del tramonto. Ma un paio d'anni a disposizione ce li ha ancora, e allora non mi resta che consolarmi con il francesino Tony Parker e la sua futura moglie...con un nome così...


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P.S. Lo so, questa è pubblicità occulta, e so anche che alla gente che è solita leggere il mio blog, del basket NBA frega poco e niente (più niente che poco), ma io di Duncan ho la statuetta sulla scrivania...che ve lo dico a fare...
BibbyMVP
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martedì, 12 giugno 2007, ore 22:42

Potrebbe funzionare così: io ci rimango, il professore, diciamo il capo del gran giurì riunitosi per l’occasione per distruggere la mia già insulsa e insignificante vita di ventenne che corre dietro ai miti che non fanno più mito e ad altri quattro o cinque gruppetti del cazzo che vabbè che te lo dico a fare, sono i miei idoli, e puntualmente tutti li smerdano, beh, dicevo, quello che tutti chiamano “presidente della commissione d’esame” si dovrebbe alzare, mi dovrebbe sentire il polso, e poi dichiarare: “ora del decesso 15:02”. Vabbè, l’ora l’ho messa a caso, o come si diceva nei pomeriggi passati all’oratorio a giocare a basket, “a muzzo”, insomma, non andate a cercare significati astrusi o geniali dietrologie, che qui non siamo sull’isola di Lost.
Il concetto base di questo post, si ricollega al concetto secondario, che è quello espresso nell’episodio sopraccitato, un concetto secondario che, se si avverasse, sarebbe visto dal sottoscritto nello stesso modo in cui i Boston Celtics vedrebbero una prima scelta al Draft NBA. Il concetto base dice che nel blog, o nel web più in generale, se vuoi passare per quello che la sa lunga, che ha tutto sotto controllo, che scrive da Dio ma che se lo vedi nella realtà è dieci volte meglio, beh, non puoi raccontare i cazzi tuoi. A meno che tu non abbia vinto il Superbowl, a meno che i cazzi tuoi non ti facciano fare bella figura, e che quindi valgano la pena di essere mostrati e/o raccontati. Tipo che sei depresso, e ti tirano le pietre? Te lo tieni per te, scrivi piuttosto dei San Antonio Spurs che vincono il titolo NBA. Ora, datosi che sono si le due di notte, forse anche le tre, poco importa, qui tutto ci vorrebbe tranne che stare a contare il tempo. Perché comunque sia quello che manca è il tempo. Datosi che, diciamolo, sono fottuto, bellamente, completamente, innegabilmente fottuto, perché in terza prova non si può usare il dizionario di Francese e perché le derivate io non so neanche cosa cazzo siano, datosi che semmai tutto questo dovesse finire, intendo la scuola, intendo la saletta del caffè, intendo avere a che fare con gente che per ripicca nei confronti del preside smonta i lavandini, si, dico, datosi che penso che tutto questo prima o poi mi potrà mancare. Datosi che la Prof d’Inglese mi dice “ma perchè non dovresti passare” e io puntualmente le rispondo “Prof, lo so io perché non dovrei passare”. Datosi che le paranoie che mi faccio io non so se siano le paranoie che si fanno tutti i maturandi tutti gli anni o se la mia sia una lenta agonia che mi porterà irrimediabilmente all’autodistruzione in seguito alla bocciatura causa esame orale (ehi, l’orale della maturità, non pensate chissachè, e non dite che non
c’avevate pensato), e datosi che so perfettamente che non funziona come in Notte prima degli esami, datosi che quando faccio i cento metri ostacoli per cercare di prendere il 57 schivando macchine che cercano di mettermi sotto perché non ho avuto l’accortezza di passare sulle strisce pedonali, ma d’altronde se passavo sulle strisce col cazzo che il 57 lo prendevo, dicevo, io la voce di Freddy Mercury che canta Don’t stop me now non la sento, e non sento neanche Antonello Venditti che canta una cazzo di canzone tipo Notte prima degli esami quando vado a letto cercando di pensare che non sono fottuto e ripetendomi nella testa “cazzo, coglione di un coglione, sei fottuto”. Datosi che anche gli amici il sabato sera ti guardano in faccia e ti dicono “tu scommetto che in questo periodo ti stai facendo tante di quelle paranoie che non m’immagino”. Beh, sommate tutte ‘ste cose, aggiungeteci una cifra di cazzi miei che mi tengo per me perché voglio comunque sia rimanere un minimo il tipo che se lo vedi in giro è almeno cinque, non dico dieci, ma cinque volte meglio che sul blog, e poi non vi resterà altro che darmi il colpo di grazia. Chessò io, Fox Mulder era gay. STUNK!. Spero che almeno Studio Aperto un servizio me lo dedichi…


Immagine 027

E questa quì
è il luogo di culto,
la saletta del caffè...

La procedura è questa:

inserire la chiavetta
schiacciare "extra zucchero"
schiacciare "cappuccino"
aspettare il segnale acustico
prendere il bicchiere
bere il simil-cappuccino












BibbyMVP

venerdì, 08 giugno 2007, ore 23:22

Io in ‘sto momento non c’ho un cazzo voglia di scrivere un post. Per dirla in maniera ortodossa, in quest’istante non ho l’ispirazione adatta per scrivere quattro-righe-quattro di decente fattura. Ma lo devo scrivere, eccheddiamine, e allora sorbitevelo. Perchè mi sa tanto, e lo dico con simil-rammarico misto rottura di palle, che anche quest’anno la stagione è finita. The end. Fine dei giochi. Fine della pacchia. Tralasciando la ben più nota stagione scolastica, che se fosse per quella non starei parlando della fine della scuola, ma della fine della mia vita, ad opera di mia madre. Beh, dicevo, oggi, in data 6 giugno 2007 (vabbè, il post è stato pubblicato il 7, ma è perchè è in differita come l’NBA su Sky), s’è giocata l’ultima partita della stagione, per il mio Castello Hesperia A. L’occasione era di quelle che non ti fanno dormire la notte, l’amichevole contro i cugini del Castello Hesperia B (notare chi è la squadra “A”, e chi è la squadra “B”, ma questo è un altro discorso).
Tutto era iniziato con Genk che al telefono mi diceva “Senti Dà, ma tu hai intenzione di giocare ancora al Sangone quest’anno? Perché pensavamo di fare una squadretta seria tra di noi…”. Da lì è partito tutto, fino ad arrivare ad un supplementare di troppo dai play-offs.

Ma play-offs o non play-offs, poco importa. La stagione è stata bella, dalla prima partita vinta di uno con canestro di Genk che a 8 dalla fine infila il fade-away della vittoria, fino ai vari match che quasi quasi preferivamo guardarli seduti in panchina per trovare le somiglianze dei giocatori avversari a qualche personaggio famoso, piuttosto che entrare in campo per giocare. E ne abbiamo trovati, o se ne abbiamo trovati. I migliori erano Bruce Springsteen, Mr. Crocodyle Dundee, Michael J. Fox, il Dr. McNamara di “Nip/Tuck”, e poi l’arbitro oompa loompa, che m’ha dato un tecnico perché ho preso a calci la panchina (il primo tecnico della mia vita, tra le altre cose). E poi troveranno sempre posto nella mia testa di cazzo le pizzate di squadra, i ritrovi al bar di Strizzi, e i discorsi ricorrenti sul “chi saresti disposto a scoparti, tu, pur di poter poi ottenere i favori sessuali di Christina Aguilera?” Qualcuno era arrivato a dire Sandra Mondani e Margherita Hack, ma sbaragliava tutti Marco, che si sarebbe scopato il cadavere di Litvinenko pur di arrivare a Sandra Bullock. Tante sono state le cose divertenti dello spogliatoio, frasi indimenticabili tipo “minchia raga, togliersi i calzini dopo l’allenamento è qualcosa di radioattivo” (grazie Marra), al "ma che Detroit, secondo me quest’anno il
titolo lo vincono gli Heat!!!” (i Miami Heat erano stati eliminati la sera prima 4-0 dai Bulls, ma grazie lo stesso, Miky). E poi questi nuovi compagni di viaggio che voi che leggete ‘ste righe di fisso inizierete a rompervi le palle a sentirne parlare, se già non ve le siete rotte, perché non li conoscete, non li conoscerete mai, e non ve ne fregherà mai un cazzo, ma se è stata un’annata da spaccare il culo ai passeri, devo ringraziare anche loro. Quindi Grazie a Luca e agli Hardcore Superstar, ad Ale che mi scarrozza agli allenamenti e con il quale canto le canzoni di Springsteen e della Session Band, a Giampo, ai suoi tatuaggi, e allo spirito di Lorenzo Lamas che aleggia su di lui, a Genk che, diciamolo, è difficile trovare un compagno di squadra che porti le scarpe della Pirelli come le porta lui, a Cla e ai suoi “oh, quand’è che giochiamo?-Ma sta sera si esce?-Sta sera si esce eh!”, ad Andre che è uno dei pochi sani di mente lì in mezzo (almeno così parrebbe), al Capitano che, comunque sia, s’è spaccato il culo per tutti, quindi bella Rocco, a Marco “l’airone di Ivrea”, e alla volta in cui, dopo che qualcuno gli aveva chiesto “ascolta, mi fai un favore?”, lui con voce alla Clint Eastwood rispose “tzè, il mio favore è che ti lascio vivere”, ad Ale Marrese a.k.a. Marrabbio e al suo killer cross-over, oltre che alle sue fomypictr_585x410to porno scattate nello spogliatoio, a Miky e ai suoi calzini del booling usati in allenamento "perchè c'hanno i colori fighi". E poi a grazie a tutti gli altri, che se continuo a scrivere, oltre che a sentirmi Piccinini durante l’ultima puntata di Controcampo, vi rompete veramente le palle, a patto che non ve le siate già rotte. Ma vi avverto, o voi squadrette del cazzo che bazzicate nell’ambiente del C.S.I. o ancor più in quello F.I.P., che a settembre si riprende, cazzo se si riprende.

A tutti i miei compagni, loro lo sanno:
"Hasta la victoria, SIEMPRE!"
BibbyMVP

venerdì, 01 giugno 2007, ore 23:17

A volte in rete si trovano anche cose intelligenti:

Bush=Hitler
BibbyMVP
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