


Seduto in camera mia ad ascoltare i cari vecchi Blink-182, che si sono sciolti, hanno formato altri due gruppi, si sono praticamente bruciati, hanno ritentato di rilanciarsi riproponendosi sotto nuove forme e sotto nuovi nomi, ancora più cazzuti rispetto a “Blink-



Tipo che mia madre me l’ha imposto. Domenica andiamo al mare. E ci stiamo fino al sabato successivo, pure. Ergo, niente campetto la domenica pomeriggio, niente braciolata con gli amici, niente concerto di Lou Reed, e niente concerto di Roy Paci. Niente, dobbiamo andare al mare. “Si perché ci vuole un attimo di pausa, per riprendersi dagli esami, per staccare un attimo la spina, per cambiare un po’ aria, siamo sempre a casa, andiamo un po’ al mare così ci svaghiamo un po’”. Per la serata di ieri sera prevedevo una litigata, e per la serata di ieri sera litigata è stata. Questa volta il nocciolo della questione era la montagna di robe che mi devo portare in vacanza, che alla fin fine che te lo dico a fare è sempre la stessa tutti gli anni. “Perché non puoi fare a meno del lettore DVD, perché tutti ‘sti libri che è solo una settimana, perché tutti ‘sti CD se tanto hai l’iPod, perché tutte ‘ste magliette chiare, ne hai poche scure, perché al posto di quella di Bruce Springsteen non ti porti quella che t’ho comprato a Roma che è tanto bella? Non ti piace? Quindi non ti piace? Guarda che poi là la roba né te la lavo, né te la stiro, arrangiati.” Improponibile una cosa tipo “Dai, ma non potete andare tu e la nonna, io rimango a casa, tanto è una settimana soltanto…”. “Certo, e voglio vedere chi ti fa da mangiare e come vivi! Non se ne parla, io non ti lascio a casa da solo, non mi fido. Cosa? Tuo padre? Si, voglio proprio vedere come farai con tuo padre!”. Una macchinetta, quando parte non si ferma, è inutile. Così, mentre lei passeggerà per le strade, avanti e indietro sempre a guardare le solite vetrine griffate Armani Jeans o Calvin Klein, con il suo iPod, le sue Prada, la sua borsa della Eastpak che se avesse aspettato si sarebbe comprata quella della MBC che è più bella, mentre lei starà sdraiata al sole dieci ore al giorno per poi tornare in ufficio la settimana successiva e sentirsi dire tutta contenta “mamma mia come sei nera, ma sei andata al mare? Ooooohhhhh!!!!!”, io mi chiuderò, senza computer, senza connessione a Internet, passando le serate a guardare tutti i film di Martin Scorsese che eMule è riuscito a procurarmi non appena giuntami la notizia della settimana al mare, e che abilmente e astutamente mi sarò portato dietro, contro la sua volontà, nella vana speranza che da qualche parte abbiano rimesso a nuovo un campetto che frequentavo negli anni scorsi, vana speranza sulla quale non scommetterei minimamente ma che te lo dico a fare la speranza è l’ultima a morire. Peccato che il portarmi dietro il pallone da basket mi sia costato una mezz’ora buona della già citata litigata di ieri sera: "Ah, pure il pallone da basket?! E la nonna dove si siede con tutta 'sta roba? Dobbiamo fare anche lo spazio per le valige! Non se ne parla, se ti porti il pallone devi rinunciare a qualcos'altro!". Dio mio...
Succede che mi alzo dal letto fresco come una rosa che saranno tipo le sei di mattina. Fresco fresco perché questa volta le ore di sonno sono state ben due. Per l’esattezza dalle dieci e mezza a mezzanotte e mezza della sera precedente, poi zero. Dopo essermi girato e rigirato nel letto per fate voi il calcolo delle ore che tanto non è difficile, mi mangio il solito pacchetto di Togo al cioccolato fondente, mi bevo il solito caffè d’orzo, e via dicendo, tutte le cose che faccio di solito, compreso comprare al bar questa volta ben due Red-Bull, perché è il giorno dell’orale, e io sono in coma. Fattostà che sono davanti alla porta, dall’altra parte del muro c’è la commissione d’esame , e io faccio ad Alvarez e Samu “pochi cazzi raga, lo so che ci siete prima voi di me, ma non è un problema se passo io e me la levo subito, vero?” Loro stentano a crederci e quasi s’inchinano, dunque entro, saluto, mi siedo, e terrorizzato mi sento dire qualcosa tipo “Ah, questa è la sua tesina…si…ma non è che gioca troppo alla Playstation lei?”. Il titolo è
