Oggi è proprio uno di quei giorni in cui ti senti di dire “ma guarda che, veramente!”. Che mi sembra d’essere tornato bambino. Voi direte che mi sembra d’essere tornato bambino per via dell’atmosfera natalizia che si respirava quest’oggi, che dopo tanti anni è tornata quella di una volta, che ti sembra d’essere tornato indietro nel tempo e di stare bene con tutti, almeno una volta all’anno, insieme nel caldo tepore di una inconfondibile giornata passata con i propri cari tra le mura domestiche. Ecco, manco per il cazzo. Mi sembra d’essere tornato un insulso gagnetto da due soldi per via dei regali. Per la serie cosa non può fare il Dio Denaro. Maglietta, calzini, boxer e cintura della Billabong, autobiografia di George Best, prima serie di Lost divisa in due cofanetti, e soldi. Tanti soldi. Una cosa del genere non si vedeva da anni. Da quando vige la regola dell’ “ormai sei grande, ti do i soldi e ti compri quello che ti piace”. Ma vabbè, tant'è. Mettendo da parte la colonna portante di ogni Santo Natale che si rispetti (che sarebbero i regali, nel caso non l’aveste capito), posso dire che la giornata è stata quanto di più regolare (cisti come suona troppobbene ‘sta parola oh troppo regolare) ci si potesse immaginare dal Natale in famiglia. Eccezion fatta per il pomeriggio passato a “fondere alla Play” (termine che sta ad indicare la fusione vera e propria di una console dovuta all’eccessivo calore prodotto da essa, nonché la fusione, sempre vera e propria, del cervello di chi la utilizza) insieme a mio cugino. Che voi direte, che carino Davidino che gioca tutto il pomeriggio col suo caro cuginetto ai videogiochi. No. Mio cugino è un trentenne che, ricevuta la console da suo padre, e i videogiochi da me, s’è messo a ripetere le parole che spettacolo e bella storia, mentre cercava di tamarrare la sua Alfa Brera con particolari che il gioco non gli aveva ancora permesso di sbloccare (“guarda che figa bianca con i vetri viola!!!”). Inoltre. Con la scusa della poca fame causa l’essermi svegliato da poco (se il pranzo inizia alla mezza, io mi sveglio alle undici e mezza quando va bene) sono riuscito a mangiare “poco” fino al secondo, conscio del fatto che se no sarebbe andata a finire come tutti gli anni, ovvero che non ci sarebbe più stato spazio per i dolci. Poi è arrivato il fritto misto di mia nonna, che comunque sia spaccava il culo ai passeri tra amaretti, pavesini con marmellata, salsiccia, mele, rane (si, rane), crocchette di pollo e bistecche varie, il tutto impanà, e lì non ce l’ho fatta. Ma siccome non ce l’ho fatta neanche quand’era ora delle pesche con cioccolato e amaretti, e ancora peggio con i pasticcini, ora mi tocca staccare splinder, e andare in bagno. La citrosodina non fa effetto e io ho mangiato troppo. E intanto un'altro Natale è passato, e io, regali a parte, non è che me ne sia accorto poi molto.
Caro Gesù Bambino. Io come regalo di Natale vorrei tanta felicità, non chiedo altro. La cosa più importante nella vita è essere felici.
Resomi conto del sempre più alto numero di post monotematici che fanno sì che blogger seri e rispettati si allontanino inesorabilmente dal mio, di blog, ho deciso di andare ad esporvi, miei cari e arci-intelligenti lettori che sempre amate leggere le mie appassionanti avventure di giovane baldo carismatico SIMPATICISSIMO ventenne, quello che mi sta accadendo in questo very heavy period, che io amo chiamare, con tanta simpatia (la simpatia che da sempre mi contraddistingue, in questa sede ma non solo, anche nei commenti lasciati in giro per la blogosfera), periodo demmerda.
All’interno del punto della situazione, ovvero la cosa che state leggendo in questo momento, o miei prodi nonché arditi lettori, non può non trovare spazio l’interrogativo capodanno. Perché io vi vedo, che organizzate cenoni, comprate quintali di fumo, prenotate case in montagna, al mare, in pianura, al lago, venite invitati a party devastanti in discoteche all’ultima moda sulle quali poi ovviamente scriverete quintali di post. E io, voi direte, che faccio? Io, dico, secondo voi lo so? No. Non so niente, so che qualcosa farò, ovviamente. Ma il cosa in questione, che col tempo è passato dall’andare a

Partendo dal presupposto che ogni volta che io non posso andare alla partita per un motivo o per l’altro, la mia squadra vince, sono comunque contento di poter dire che le previsioni si stanno avverando. Spacchiamo il culo ai passeri, e ora che s’è iniziato a vincere, non ci si ferma più.
Nuovo Moncalieri 52
G.S. Sangone 70
(9-14; 25-33; 37-48; 52-70)
Film della partita:
Francesco Andreetto voto 7. 2 punti e parecchi assist, scatena il contropiede in campo aperto, al suo ingresso la squadra trova la quadratura del cerchio. Riscatta ampiamente l'opaca prestazione contro il Carmagnola. Ritrovato.
Giampiero “Jump-o” D’agostino, voto 6,5. Minuti di qualità, rimbalzi, difesa forte e tanta energia. Anche troppa, se si guarda il canestro che si divora dopo aver scippato palla agli avversari.
Alessandro “Marrabbio” Marrese voto 6,5. Al di sotto dei suoi standard abituali, pattina parecchio probabilmente a causa di un mal funzionamento dell’abs, e sbaglia un contropiede in solitaria, forse shockato dall'immaginifico assit del già citato Cesco Andreetto. Comunque 18 punti a referto per il capitano. The Answer.
Giancarlo “Genk” Bertossi voto 7,5. Solidità offensiva, movimenti in post da far girare la testa ai lunghi avversari, tanta difesa, e 16 punti che non guastano mai. Chris Kaman.
Paolo “Dan” Marino voto 7,5. Il suo ingresso dà spessore al reparto lunghi, buona tecnica sotto canestro, 8 punti e tanta carica agonistica. Solita amministrazione Duncanesca.
Tiziano “Tizio” Santomauro voto 7,5. La partenza in quintetto lo galvanizza, 10 punti, tanta difesa, grande carica agonistica. L'arma in più della stagione.
Alberto Alessio, voto 7. Il ragazzo comincia a far sfigurare i lunghi avversari con le sue doti di rimbalzista, senso della posizione e tagiafuori. Si sacrifica in difesa e tiene il suo uomo al minimo sindacale.
Marco Miola a.k.a. Mark Van Mioleen, voto 8. Parte forte con i primi due canestri. Classe cristallina. In un’unica azione sminestra due stoppate al lungo romeno degli avversari, per la serie torna in romania che il basket non è roba per gente che mastica pula e maiale. A fine secondo quarto sulla tripla avversaria và in panchina è prende a calci una bottiglia spargendo acqua dappertutto, risolvendo così brillantemente il problema-grip di Marrabbio. 16 punti a referto, Garnettiano.
Daniele Epifani, voto 6. Entra pochi minuti e gli tocca marcare l’uomo di punta degli avversari. Non ha ancora le gambe e commette due falli in un nanosecondo. Comunque in crescita.
Di Vita, voto 6. Entra pochi minuti come ricambio dei lunghi, tanta sostanza.
Arbitri: Bono voto 8, Duni voto 6
Nuovo Moncalieri, voto 5 per l’impegno (siamo gentili…).
Next stop, it’s derby time!
G.S. Sangone – Nichelino Hesperia

