giovedì, 28 febbraio 2008, ore 21:37

Io sono conscio della piega sempre più negativa che sta prendendo questo blog. Gli sfavillanti post di un tempo che disquisivano veracemente a tutto campo di cose di un certo livello quali politica (seee), filosofia (come no), tauromachia (ah! La tauromachia!) e, chessò io, elettromagnetismo (…???), si sono fatte da parte, o meglio, sono state rimpiazzate, da cose di dubbio interesse generale, quali pagelle di sCuadra, video e rubriche riguardanti telefilm di poco conto, biglietti dei concertini ai quali assisterò, e riflessioni alquanto fuori luogo, tipo, appunto, questa. E allora, per la seria abbiamo fatto trenta facciamo trent’uno, vado ad informarvi delle seguenti cose:
1)

“Houston, abbiamo un problema”

Houston abbiamo un problemaE neanche quest’anno i Rocketts passerono il primo turno dei Play-offs NBA. Sempre che, vista la lotta che c’è nella Western Conference, e visti i risultati in passato della squadra senza una delle sue due stelle, riescano a qualificarsi.

2) Sto cercando adepti, e non scherzo, per il LebowskiFest di sabato 15 marzo in quel di Asti. Ringrazio chi di dovere per le tempestive segnalazioni lasciatemi tramite commenti al post precedente. Si parla di bowling, musica, white russian a fiumi, nichilisti in canottiera, pantaloncini, accappatoio, calzini e ciabatte da mare e tappeto che da un tono all'ambiente in spalle. E ripeto, non sto scherzando, sto parlando sul serio. Fate conto che sia in ginocchio dinnanzi a voi, piangente, con le mani a mo’ di preghiera, urlante frasi tipo “vi prego, qualcuno disposto a venire alla LebowskiFest!”, e avete l’esatta immagine di come ve lo chiederei se fossi lì con voi di persona.

LebowskiFest
3) Io stimo Pavel Nedved. Lo stimavo già prima, in generale. Ora lo stimo ancora di più per quello che ha fatto l’altra sera a Comotto. Così, giusto per mettere le cose in chiaro. Peccato solo che l’arbitro l’abbia visto. Non riesco proprio a capire come abbia fatto a vederlo, anche perchè Pavel ha fatto di tutto per non dare nell'occhio...boh.

Grande PavelBene, le cose che dovevo scrivere le ho scritte.
Ho abusato del vostro prezioso tempo come al solito.
Ora scusate, ma devo andare a vedere San Remo.

BibbyMVP
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martedì, 26 febbraio 2008, ore 18:50

Lebowski Fest Leggevo un giornale mentre tornavo da Torino, tale Rolling Stone numero di marzo 2008, che negli Stati Uniti, più precisamente in quel di Chicago, la Windy City nota a tutti voi per i trascorsi da toro di Sua Maestà Aerea MJ, e per, ovviamente, quel film da due soldi che fu the Blues Brothers, dicevo, a Chicago, dal 7 al 9 marzo si tiene il settimo Lebowski Fest. E voi vi chiederete, cos’è il Lebowski Fest? Ebbene, il Lebowski Fest è –cito testualmente- bowling ilimitato, white russian per tutti e musica dal vivo con i Blue Moon Swamp, tribute band dei Creedence Clearwater Revival. Oltre ad un concorso in costume, che da quel che leggo, dopo tanti anni, è diventato un appuntamento fisso della festa. Il tutto in onore di quel capolavoro dei fratelli Coen che prese il nome di the Big Lebowski. E infatti, se si va a vedere, la data coincide col decimo anniversario della prima del film. Tralasciando l’immensa stima che provo per quel pigro e felice hippie perennemente in accappatoio che esclama “no, le mie cassette dei Creedence…” quando scopre che gli hanno rubato la macchina, e del quale tutti ricorderanno la celebre battuta “dava un tono all’ambiente” riguardante il tappeto che aveva si in casa, ma prima che qualcuno scambiasse lui, Drugo, per il Lebowski sbagliato, e che pisciasse quindi sopra al tappeto sbagliato. Dicevo, tralasciando questo, pensavo a come sarebbe bello trasportare questa fantastica festa qui da noi. Non so, prendere un bowling a caso, tipo quello di Roletto, metropoli di 1900 abitanti che dista da casa mia chilometri dieci, e organizzarci al suo interno questa festa. Con il sosia di Super Mario che voi tutti conoscerete, in quanto assidui frequentatori del posto, che di solito si divide tra il vendere le Goleador alla cassa e l’aggiustare il marchingenio che posiziona i birilli sulla pista ogni volta che esso si blocca, che per l’occasione potrebbe intrattenere il pubblico e/o organizzare lui stesso il concorso in costume di cui sopra. E poi non so, si potrebbe dare un tocco di piemontesizzazione in più alla cosa, tipo sostituire il white russian con una buona bagna cauda, e la cover-band dei Creedence potrebbe essere rimpiazzata dai Fratelli Sberlicchio. Che bello. Anche se, obiettivamente, c’è qualcosa che non quadra. Non so, ho come l’impressione che la versione originale, quella americana, sarebbe meglio di quella piemontese. Boh.

Big Lebowski

BibbyMVP

domenica, 24 febbraio 2008, ore 02:06

Fantastica prestazione dei Casile Boys, che piazzano la terza vittoria consecutiva e vedono il terzo posto a portata di mano, assaporando già l’atmosfera da play-offs che sembra fatta su misura per loro. Prestazione di carattere, nonostante un paio di defezioni importanti, i nostri eroi riescono a portare a casa il risultato, caricandosi così di ottimi propositi in vista delle due ultime partite di campionato.

G.S. Sangone 71
Nuovo Moncalieri 55
Paolo “Dan” Marino, voto 8,5: prestazione regale del prodotto del Don Bosco, un’autentica Luigi XI, la sua partita. Ruba palloni, si lancia in campo aperto e completa coast-to-coasts, mette a segno spin-moves dalla classe abbacinante, sale continuamente all’attico per strappare rimbalzi agli avversari, l’MVP questa sera è lui.
Alessandro “Marrabbio” Marrese, voto 8:
prima batte il record da guinnes dei primati per il maggior numero di passi di partenza per singola partita (con l’aiuto dell’arbitro, che, messosi d’accordo con lui, gliene segna di inesistenti), e poi regala perle di basket, assist col goniometro, e solite giocate da mix-tape.
Alberto Alessio, voto 7:
titolare di una stoppata degna del miglior Van Mioleen, da sostanza e concretezza al reparto lunghi, che non sente affatto l’assenza del già citato numero 21, e del mai arrivato all’arena Bertossi.
Francesco Andreetto, voto 7:
anche lui fa della sostanza il suo lato migliore. Qualche bel punto messo a referto e tante buone azioni in cabina di regia, il tutto sotto gli occhi vigili della Signora, che come suo solito lo bacchetta (giustamente) tra un tempo e l’altro.
Luca Di Vita, voto 7:
alla fine ha provato la tripla di tabella. Ma niente da fare, se non è per il sessantanovesimo punto della squadra, lui non la segna. A parte questo, prestazione convincente anziché no, sia in campo che in panchina, dove, onestamente, da il meglio.
Davide Armaroli, voto 7,5
(ma il coach dice 8 per la difesa): palleggio bloccato troppo presto e un paio di palle perse  sono i suoi (soliti) vecchi difetti. A parte questo, buona prestazione in difesa dove mette pressione all’attacco avversario non curante dei repentini cambi di lato degli avversari, e in attacco, dove, più che per i punti, si distingue negli assists. A fine partita si rende conto che non ne deve aver mai fatti così tanti in singola partita. Subito dopo, poi, si rende conto che è grazie al tiro piazzato di Marrese, se quei passaggi vengono calcolati tutti come assists…
Enrico Cutri, voto 7,5:
Quando il buffone a righe (Van Mioleen dixit) ruba palla e si invola in contropiede segnando un lay-up col difensore che rimontava in corsia quattro, la panchina scatta in aria esultante, mentre lui fa la faccia cattiva e batte i cinque ai compagni. Che dire di questo giocatore, che aspetta sotto le foglie per un intera stagione il momento giusto per sfornare una prestazione d’alta classe? Beh, per esempio che: Enrico, occhio alle ginocchia…piegale, su, dai, piega ‘ste ginocchia…occhio al 15 Enrico, quello è bravo, guarda che salta eh…Enrico, non stai bene, Enrico…sei al 50%?
Daniele Epifani, voto 7:
ci sta abituando bene il Cattelan dei poveri, che rinfrancato dalle buone prestazioni e dal buon minutaggio concessogli dal coach, sforna un’altra ottima prova, sia in fase difensiva che offensiva. L’unica cosa in cui pare non riuscire, è convincere i compagni di squadra ad andare a bagordeggiare. Peccato, sarà per la prossima volta.
Tiziano “Tizzy Cash” Santomauro, voto 8:
lampi di classe e di limpidissimi fondamentali per il centro partenopeo che, insieme al solo Marino, questa sera costituiva il reparto lunghi sangonese. Punti, rimbalzi, sostanza in ogni dove, a smentire chi gli dice che doveva fare il porno-attore e non il giocatore di basket.
Michele Grimaldi, voto7,5:
nonostante il malfunzionamento dei cuscinetti delle sue Nike, sforna un’altra, l’ennesima, buona partita della sua stagione. A parte un paio di partite non proprio esaltanti, un’ottima annata per lui, che fa della linearità di rendimento la sua arma migliore, e con la quale da sempre il giusto apporto ai compagni.
Coach Rocco D’Agostino, voto 8:
partita dopo partita dimostra di saper gestire un roster di (minimo) dieci campioni, e sempre alla perfezione. Calcola tempi e sostituzioni senza errori, motiva la squadra prima della partita, e sente la pressione più dei suoi giocatori, come lui stesso ammette durante l’intervallo.
Mark Van Mioleen, voto 10:
indisposto fisicamente per via di una botta rimediata la scorsa partita, e per la quale si scongiura una risonanza magnetica, si scopre finalmente il vero talento di questo giovane: segnare i punti sul tabellone a bordo campo. La maestria e l’eleganza mostrate nel passare da un numero all’altro, che fossero decine o unità, beh signori, non ha eguali.
Le palle di Alberto Alessio, voto 2:
maltrattate durante la partita, prendono la via degli spogliatoi anzitempo quando vengono colpite duramente durante uno sfondamento subìto dal loro proprietario. A nulla serve la disperazione della ragazza di quest’ultimo, che, dagli spalti, insieme alla sorella, invoca (inutilmente) giustizia.
L’arbitro Mirian, voto 7,5:
prestazione d’altri tempi per l’albanese dislessico che tutti noi amiamo dal profondo del nostro bum-bum cuoricino. Ottimi fischi, tranne qualche cantonata colossale che però ci sta, com’è giusto che sia. Alla fine si va anche a cambiare nello spogliatoio dei vincenti, stringendo loro la mano uno ad uno, e ridendo alle loro battute. Mirian for President. Ottima anche la prestazione del suo compagno di merende, l’assistente sosia moccolone di Kaka, che gira perennemente con la tuta e lo zaino dei volontari di Torino 2006, e che si distingue dagli altri per il movimento oscillante dell’indice destro ad ogni singolo fischio. Si fa letteralmente rubare la scena dal collega (anche qui, com’è giusto che sia) e conduce l’intera gara in sordina, prendendosi due fischi in quaranta minuti quand’è tanto, a testimonianza della sua inutilità sulla faccia della terra.
prossima partita, sabato 1 marzo
it's Derby time!
Nichelino Hesperia - G.S. Sangone Nichelino
BibbyMVP

mercoledì, 20 febbraio 2008, ore 22:46

Mike BibbyEcco, una di quelle notizie che non vorresti dare. E infatti non la do, nel senso che, cari miei, lo saprete già tutti. Aspettavo una sorta di conferenza stampa, una di quelle cose in cui fanno tante belle foto, con il giocatore che stringe mani a destra e a manca, impugnando e facendo vedere tutto fiero la sua nuova maglia con il suo numero e il suo nome stampato sopra. Ma questa tarda ad arrivare, al contrario di codesta immagine che campeggia sul sito degli Atlanta Hawks (si, gli Atlanta Hawks…) dal giorno della trade. Trade che avrebbe portato tali Anthony Johnson, Tyronn Lue, Shelden Williams e Lorenzen Wright (se non li avete mai sentiti nominare, ci sarò un motivo) più una seconda scelta del prossimo draft nella capitale della California, in cambio di Michael Bibby. In pratica Bibby in cambio di niente, visto che una seconda scelta NBA vale poco anziché no, e i quattro contratti dei giocatori di cui sopra, sono tutti in scadenza da qui a pochi mesi. Per la serie “come liberare spazio salariale dando via la propria stella”. In cosa si traduce questo scambio? Si traduce nell’addio dell’ultimo giocatore di quella squadra là che doveva vincere ma che non ha vinto, ai Sacramento Kings. Valde Divac, Vlade Dade, se n’era andato dopo parecchie delusioni, proprio dagli eterni rivali giallo-viola di Los Angeles. Doug Christie dopo qualche apparizione a Dallas, penso sia stato messo agli arresti domiciliari dalla moglie, la stessa che gli aveva bruciato il BMW in preda ad un attacco di gelosia (…). Peja Stojakovic, dopo la parntesi di Indianapolis, attualmente sta facendo grandinare in quel di New Orleans, dove per grandinare, voi m’insegnate, s’intende predicare basket nella specialità del tiro dei tre punti. Hidayet Turkoglu, che di quella squadra era il sesto uomo (sempre che quella squadra avesse un sesto uomo), è attualmente agli Orlando Magic, dove tra Dwight Howard, Rashard Lewis, Jameer Nelson, il vero go-to-guy è lui. E poi ci sarebbe Bobby Jackson, vice di Bibby, folletto dall’agilità inaudita, che mi faceva impazzire per come giocava in campo aperto quando Adelman (ora a Huston) piazzava il doppio play-maker. E poi c’era Chris Webber, superstar prima dei Fab-Four di Michigan State e poi dei Kings, dopo essere stato a Philadelphia e Detroit, è ora in quel di Golden State, e fa recitare a Dan PetersonBibby, bei tempi andati a Sacramento frasi come “mi sembra di guardare una partita di vecchie glorie, io non capisco come si possa far giocare uno come Chris Webber” (ringrazio Alberto per la dritta, e in effetti non può che trovarmi d’accordo). Diciamo che non è esattamente lo stesso giocatore di una volta. Il fatto è che il Mike Bibby che da il titolo a questo blog, poteva andare alla corte di King James, e lì di sicuro sarebbe arrivato qualcosa prima o poi, di quelle cose da mettere alle dita, intendo. S’era anche parlato di Miami, dove Williams è buono più per gli Harlem Globe Trotters che per la NBA, e dove avrebbe trovato un Wade che il prossimo anno avrebbe avuto voglia di riscattare un’annata che definire deludente è dire poco. E invece no. Atlanta. Dove c’è ‘sto ventiduenne che stoppa e schiaccia, tale Josh Smith, che dicono anche che sia bravo. Ma che non mi convince molto. Ecco, come direbbe l’avvocato, bene eh, ma non benissimo.
BibbyMVP
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domenica, 17 febbraio 2008, ore 21:13

G.S. Sangone Nichelino 83
P.G.S. San Luigi 73

Alberto Alessio, voto 6,5: buona gara del biondo prodotto della Coop. Viene da dire “solita roba”, ormai c’ha abituati bene, fa notizia quando la prestazione non è all’altezza, e non viceversa.
Alessandro Marrese, voto 7,5: acciaccato, (chi è quel bastardo che gli fa le vecchie in allenamento, lo voglio proprio sapere), non in formissima, chiude la partita spruzzandosi il ghiaccio sul ginocchio, e nonostante questo si carica la squadra sulle spalle quando a cinque minuti dalla fine gli avversari rimontano fino al -4, aggiudicandosi il titolo di co-MVP.
Mark Van Mioleen, voto 7: questa volta s’è risparmiato, solo tre stoppate per lui (una delle quali manda il pallone nella rete da calcio, facendo gridare “gol” alla panchina amica…), e partita finita malamente, con un infortunio. Poi tenta di rientrare in campo, ma il ginocchio duole. E così si deve accontentare di vedere il finale da seduto. In ogni caso, bene anziché no.
Davide Armaroli, voto 7,5: galvanizzato dall’extra-minutaggio concessogli da coach D’Agostino, è autore di un’ottima prestazione sia sul piano delle statistiche, che su quello della condotta di gara. Alla fine, dopo i suoi ultimi due liberi (5/6 dalla lunetta, con libero a tabella prontamente dedicato a Luca direttamente dal campo) si sente qualcuno gridare mamma butta la pasta. Ah, e s’è pure beccato i complimenti della ragazza di Marramarrabs, mica cazzi.
Giancarlo Bertossi, voto 6: mai completamente in partita, nei suoi movimenti non c’è la cattiveria agonistica che solitamente lo contraddistingue. Come ciliegina sulla torta, chiede di essere sostituito, complice anche la cattiva prestazione dell’intera squadra, che ovviamente lo infastidisce.
Francesco Andreetto, voto 6: opaca prestazione del “muratore slavo”, che a parte un buzzer-beat a fine primo quarto, non riesce a soddisfare appieno le aspettative dei parenti accorsi all’arena per assistere alle sue gesta. Si rifarà.
Mauro Bottoni, voto 6: condizioni sempre non al top, forse ha già la testa ai freestyles che farà alla festa di compleanno di Double S, e con i quali, si sa, non dovrà sfigurare al cospetto di Tizzy Cash. Alla fine non lascia il segno, ma qualche partita da qui alla fine della stagione per cercare di farlo, c’è ancora.
Michele Grimaldi, voto 7-: prestazione tutt’altro che da buttare della guardia da Nichelino. A parte un errore in contropiede, poche sbavature e molte buone scelte.
Luca Di Vita, voto 6: lieve miglioramento rispetto alle prestazioni precedenti. Non gioca da MVP, ma neanche da ultima scelta. Inizialmente i compagni della panchina, vedendo il suo inizio zoppicante, avevano pensato che non si fosse “preparato a dovere”. Ovviamente non era vero.
Daniele Epifani, voto 7: pare aver capito il ruolo che ha in questa squadra, e ora sembra inizi ad adattarcisi. Altra buona serata per lui, che pur senza strafare, non commette errori, e anzi dà un buon contributo alla causa per la vittoria finale.
Tiziano Santomauro, voto 8: rimarrà negli annali la faccia che fa dopo un fallo subito e non fischiato mentre andava a concludere con un appoggio al tabellone facile, e che gli è valsa il soprannome di Robocop. In panchina i compagni di squadra prima sperano che non si metta a pestare a sangue l’intera squadra avversaria, e poi scoppiano a ridere sollevati. Mette i jump-shot dai cinque metri e sbaglia i lay-up comodi comodi, ma, scusate se è poco, alla fine mette a referto 25 punti con il 100% dalla lunetta. Co-MVP con Marrabbio.
Coach Rocco D’agostino, voto 10+: l’unico coach al mondo che prima non sbaglia un colpo dalla panchina (a parte quei dieci secondi con Luca da centro), e poi si compra il 10 in pagella offrendo cocktails e boccali di birra a destra e a manca. Come dire, bene anziché no.
Arbitraggio, voto 6,5: l’alieno, sosia di Mario Giordano (ex direttore di Studio Aperto) sta diventando un mito. Sbaglia l’assegnazione dei falli, fa battere prima i liberi normali di quelli del fallo tecnico, è preso in giro da tutti, prova a fare la voce grossa ma è il primo a non crederci manco per il cazzo. Per una volta, per fortuna, il suo arbitraggio non è stato quello a cui ci aveva abituati. Che poi, poveraccio, va anche capito.



Mais PartyEcco. Poi, dopo la partita, subito dopo il solito double cheese (che come direbbe l'avvocato, "è più scontato della discomusic italiana anni '80, ci manca solo Dan Arrow e poi siamo a posto") siamo andati a questa cosa quì (vedere immagine a sinistra, nonchè la foto da me medesimo scattata che sta dirimpetto a voi, sottostante queste due cazzate che sto scrivendo). Questa cosa quì sarebbe il compleanno di DJ Double S, ovvero un’occasione come un’altra per vedere tanti di quei rapper italiani dei quali, tu giuovane lettore alla moda di questo blog avrai intere discografie, nonché collezioni di CDs, vinili, e mixtapes. Il posto era lo Chalet, che, voi m'insegnate, è un posto fighetto pieno di gente fighetta. Ma non per l'occasione. E, fondamentalmente (a parte qualche defezione inattesa, vedi Ensi), c'era parecchia gente. Che poi la cosa sia degenerata, e che siano finiti a fare freestyle Livio della Funk Famiglia e un tot di altra gente che guarda che veramente (ma in senso non proprio positivo) è un altro discorso. A me basta aver sentito il coro "Psyko Killa! Psyko Killa!", con lui che prima cercava di cantare, ma non ce la faceva, e poi gettava fazzoletti sui piatti mentre MastaFive si chiedeva chi cazzo fosse a rompere.

Mr. Doppia SE niente. Farsi offrire i drink dal tuo coach è un vero piacere, un pò come i Condorelli (citazione d'alta classe, saranno in pochi ad averla colta). Alla pari della faccia estasiata di Daniele che sente Rula degli atpc, il suo idolo di una vita, cantare Fire. Ok, diciamo che non lo può proprio vedere, però era bello citarlo. Peccato solo per il freestyle di Tizy. In pratica ho sentito che c'era Double S pronto con la base e Next-One già pronto a girare sulla schiena. Però all'ultimo LeftSide non se l'è sentita, perchè sapeva di perdere nel faccia a faccia, e di fare brutta figura. E quindi, cari miei, questa è la prova che non ce n'è. Sangone Rulez anche nel mondo dell'hip-hop. Prossimamente un video alla Spitty Cash, promesso. Peace. Yo. Yeah ("quando ti guardi intorno, vedi i bambini poveri...ma ditemi cosa vedete quando li guardate neli ochi"...UN MITO!)

BibbyMVP

venerdì, 15 febbraio 2008, ore 17:30

La rubrica che vi fa dire tutte le volte la fatidica frase guarda che veramente è tornata. Che io lo so, che voi aspettavate questo momento da tempo immemore. Non dormivate la notte, farfugliavate frasi senza senso nella vana speranza che io scrivessi nuove frasi prese nientepocodimeno che dalle telecronache di quei due geni, che altri non sono che Flavio Tranquillo, The Voice, e poi lui, l’avvocato, Federico Buffa. Ecco, accontentati anziché no.

Sul rimbalzo di Stoudamire: “e questo rimbalzo? Cos’ha preso, l’ascensore?”

Sull’assist di James: “lo scarico di James canta, balla e suona il tip-tap”

Dopo un altro assist di James: “James dà via un Botticelli per Ilgauskas, che poi sciupa tutto guadagnandosi le ire del re”

Ancora su James: “mette la quinta, va fino in fondo con l’overdrive, segna, subisce il fallo, e andra in lunetta col tiro libero sssupplementare!”

“La faccia di Nash pare tratta da un ritratto fiammingo del’400”

Su un tiro sbagliato di Joe Johnson: “eh. qui a occhio e croce ha lanciato in aria un piccione viaggiatore…”

“Webber mette troppo peperoncino in difesa, e viene segnalato fallo”

Su un movimento di Diaw: “movimento di Diaw di classe regale…questo è un Luigi XV…”

Sulla difesa di Artest: “Artest più che rubare la palla, la mangia. E’ un pac-man questo!”

“Ecco Steve Nash con un’azione da cavatappi umano”

Sempre su Nash, dopo un suo passaggio: “Nash dà via una palla che balla, canta e recita l’Odissea”

Dopo tre canestri consecutivi di Raja Bell: “A Bell sta entrando tutto. In questo momento, al posto del canestro, vede una vasca da bagno con jacuzzi e tutti gli optional”

Sul controllo di palla “problematico” di Wallace: “Qui Big Ben và con un controllo di palla pescato tra gli imprevisti e le probabilità…bene, ma non benissimo”

Sulla schiacciata di Vince Carter: “Carter schiaccia…e devono essere iniziate le escursioni in elicottero del numero 15…”

“Nash legge la difesa avversaria come fosse Salgari…!”

“Ecco a voi un prestigiatore con la maglia numero 9: Tony Parker”

BibbyMVP

giovedì, 14 febbraio 2008, ore 19:44

Partita emozionante (seeeee) e vivace (ma quando?), nella quale i nostri eroi hanno dato tutto quello che avevano, non nel tentativo di vincere il match e portare a casa i punti della vittoria, ma cercando di distinguere le linee del campo dal resto della palestra, e, soprattutto, cercando di resistere alla temperatura polare che l’ambiente gli aveva riservato, in barba a chi, visto il nome degli avversari, si aspettava un clima esotico.

Aloha Basket 57
G.S. Sangone Nichelino 63

Tizio Santomauro 7,5: il centro partenopeo è un concentrato di determinazione e concentrazione che come una bomba ad orologeria esplode quando l’arbitro alza la palla a due. Chiamato spesso in causa sotto canestro per via della mancanza di Dan Marino e Genk Bertossi (peraltro presentatosi al palazzetto a partita iniziata in completo Moncalieri -come dire, stiloso anziché no-), non delude, e fa la sua (fondamentale) parte.
Ale Marrese, 8: una partita da Marrabbio per tre quarti e mezzo, come dire, ordinaria amministrazione. Poi decide che deve vincere la partita, e infila una bomba e due jump-shot che tagliano le gambe agli avversari. MVP.
Mark Van Mioleen, 8: cinque escursioni in elicottero con le quali cancella col gommone i tentativi di tiro degli avversari lo fanno diventare l’idolo della panchina, che gli attesta il titolo di Levriero, per come torna in difesa a lunghe falcate tutto galvanizzato dopo aver rimandato a settembre il 17 avversario.
Davide Armaroli, N.C.: ecco, bene eh, ma non benissimissimo. Come dire, potevi startene a casa, che evitavi di farti portare a casa dopo la partita. Pronti via, scende in campo, ed è già in debito d’ossigeno. D’altronde per lui è un momento difficile, nella notte, ai Grammy Awards,  Echoes, Silence, Patience And Grace dei Foo Fighters ha battuto Magic di Springsteen, e lui ne risente emotivamente. Ecco, come dire, bene eh. Ma non benissimo.
Cesco Andreetto 7,5: diligente, determinato, per fortuna dei suoi compagni seduti in panchina gioca parecchi minuti, evitando ad essi i soliti “FORTE DIFESA!”, “E QUELLO CHI LO MARCA!!!”, “TORNIAMO PORCA P******!”, “PORCO ***, E QUESTO???”.
Enrico Cutri, 6,5: ottima prestazione per il prodotto del vivaio Don Bosco, che nonostante questo non è completamente contento della propria prova, e anzi la smonta con un perentorio “ho giocato di merda”. Ma è normale giocare di merda, quando si è al 50% (a buon intenditore poche parole).
Daniele Epifani, 8: il vero MVP della partita, se non fosse che Marramarrabs ha messo i canestri decisivi, sarebbe lui. L’uomo che mette insieme il fascino di Alessandro Cattelan è lo stile rude di Baron Davis, gioca una signora partita, e si becca i complimenti dei compagni, più che meritati. All’inizio della stagione scrivevo “aspettando Epifani”. Ecco, ora Epifani è arrivato.
Luca Di Vita, N.C.: pochi minuti in campo gli fanno guadagnare un più che meritato N.C.. Ma lui in campo è come se ci fosse, perché quando Daniele segnando fa il segno del Ganja Power, in esso c’è tutto il Di Vita che noi ben conosciamo. Come direbbe lui, Adesione!.
Alberto Alessio, 7,5: si becca i pugni e i calci del 17 avversario, e quando gli si chiede come sta, lui fa finta di niente dicendo di non essersi accorto d’aver subito fallo. Inoltre richiede a gran voce le pagelle, conscio forse del fatto che la sua partita è stata ottima, come le altre, del resto. Votato inoltre il più figo della squadra dai compagni della panchina mentre lui era in campo. Così, a titolo informativo.
Michele Grimaldi 7,5: in ripresa già da tempo, si mette le mutande di Basile per giocare meglio, e riesce a passare sopra ai suoi vecchi difetti che ogni tanto lo fanno incappare in opache prestazioni. In campo fin dal primo minuto, deciso e concentrato, buonissima partita per il Michael Titor del G.S. Sangone.
Mauro Bottoni, 6,5: le scarse condizioni fisiche non gli permettono le giocate da playground alle quali ci aveva da tempo abituato, e il “c’ho provato” con il quale va a risedersi in panchina, è chiaro sintomo di una condizione non al top che purtroppo si porta dietro da tempo. Arriveranno tempi migliori.
Coach Rocco D’Agostino, voto 7,5: Buona prova in panchina per il coach della Coop, gestisce bene le risorse della panchina e azzecca i cambi che gli danno la vittoria. Si vocifera di un diverbio tra LeBron James e il suo coach, tale Mike Brown, durante il quale il fenomeno statunitense apostrofava il suo allenatore dicendogli chiaramente “ma quale Ettore Messina come assistant coach! I want D’Agostino! It’s D’Agostino time!”.
Arbitraggio, 2,5 di NON stima:
l’uomo (e con uomo intendo dire oompa-loompa) che riesce a dare quattro falli in un minuto, tutti a favore della squadra in svantaggio, facendole raggiungere, guarda caso, il bonus, e mandandola così in lunetta ad ogni fallo successivo. E nei momenti decisivi della partita, quando il punteggio è ancora in bilico. Sta volta gli è andata male, perché abbiamo vinto noi. Però certe cose fanno incazzare.


La prossima partita è, sostanzialmente, DOMANI.
E voi direte, ma come domani.
E io vi dico, si, domani.
Contro il PGS San Luigi. Bah.
BibbyMVP

domenica, 10 febbraio 2008, ore 18:23

0000034438_20061020201731Ci sono quei momenti, nella vita di ognuno di noi, in cui si sente di aver chiuso un cerchio, un ciclo, o qualsiasi altra cosa che stia bene in un detto o frase fatta, che voglia esprimere quel senso lì che spero vivamente voi abbiate capito. Ecco, l’altra sera è successo che s’è chiuso un ciclo, o un cerchio, o quello che volete voi: (rullo di tamburi, sale la tensione, tutti voi volete sapere cosa sarà mai successo di tanto importante) ho guardato l’ultima puntata dell’ultimo DVD dell’ultimo cofanetto di X-Files. The Truth, la fine della nona nonché ultima stagione del telefilm che seguo da qualcosa come tredici o quattordici anni. Il finale col botto, con il ritorno di Mulder dopo una stagione passata in giro per il mondo in cerca della verità, nel tentativo di non essere trovato dai colonizzatori alieni. Io me lo ricordo, quando, alle elementari, andavo a scuola e con i miei amici ricostruivo le puntate che avevano trasmesso la sera prima su Italia1. L’ho seguito tutto, ‘sto telefilm. Da piccolo avevo questo tesserino dell’FBI fatto da me, copiato pari pari da quelli che si vedono nella sigla, con la foto di Fox Mulder da una parte, e Dana Scully dall’altra (double face, un genio proprio), prese entrambe da TV Sorrisi e Canzoni. Ero fissato con gli UFO, e avevo eretto Fox Mulder a idolo insieme ad altri pochi eletti. Nove stagioni di telefilm, cioè, voglio dire, nove stagioni. Mica cazzi. E poi l’ultima puntata, quella trasmessa, mi ricordo benissimo, la sera in cui la Juve ha vinto l’ambitissima supercoppa di Lega contro il Parma nella stagione 2002-2003 per 2-1 con gol di Di Vaio per gli emiliani, che da lì ad una settimana sarebbe passato alla Vecchia Signora. Ma vabbè, questo comunque non c’entra niente, lo so. Quella puntata l’avrò vista massimo quattro volte. Due in TV, una in cassetta registrata dalle repliche che davano alle tre di notte dopo la replica notturna di Campioni - Il Sogno, e una in DVD. Le prime cinque stagioni, stupende, no. Le prime cinque stagioni le ho viste almeno due volte in TV da bambino, altre due o tre volte ai bei tempi di scuole medie e superiori, e poi quelle quattro-cinque volte in DVD negli ultimi tre anni. E niente, ora è finito. Niente più puntate su cospirazioni governative che puntano a nascondere l’esistenza di vite extraterrestri colonizzatrici. Niente più esperimenti su embrioni umani e esseri ibridi umano-alieni durante gli anni della Guerra Fredda. Niente più unidentified flying object che si schiantano a Roswell. Che poi si, lo so che è solo questione di tempo. Tempo di guardare un po’ Lost, e la voglia di little green men torna. Assicurato. Però, come ho già detto, s’è chiuso un cerchio.

BibbyMVP

lunedì, 04 febbraio 2008, ore 13:57

Delusione atroce quella di venerdì sera. Arrivi alla Sangone Arena pieno di buoni propositi, convinto che la seconda in classifica la si sarebbe battuta, e che la sconfitta al supplementare dell’andata, alla fin fine, era solo un tot di sfiga ben assestata dal destino. E poi ti ritrovi ad assistere dalla panchina ad un terzo quarto in cui la tua squadra tira con una percentuale dal campo imbarazzante, e in cui gli avversari infilano una tripla dopo l’altra, piazzando il break che spezza in due la partita fino a quel punto in bilico.

G.S. Sangone 51
Frassati77

Per  una volta non faccio l’Alessandro Rosina della situazione (scusate la parolaccia, nomino subito Alessandro Del Piero per rimettere in pari le cose), e non posto pagelle al vetriolo con le quali dare voto 2 al Pancaro della situazione (che eventualmente, potrei anche essere io). Però, e quì c'è un però perchè un però alla fin fine c'è sempre, di questa serata, oltre alla partita, ci ricorderemo: la doccia fredda e i termosifoni spenti negli spogliatoi. Bene, ma non benissimo.  Tiziano che quando gli chiedo se ha intenzione di fare tardi mi risponde “ma io sto fino alla morte”. Tiziano che dopo la prima birra piccola inizia a fare freestyle, facendo una rima ogni tre tentativi. Alberto che istiga Tiziano al freestyle prendendo buona ogni scusa possibile, come ad esempio “dopo questa battuta però ci starebbe un freestyle”. E lui che accetta di buon grado. Nove persone in tutto, tre caraffe di bionda doppio malto da 4,6 litri l’una, un rhum e pera a testa, 12 panini double-cheese, tre piatti misti (e una Coca-Cola). Marrabbio che si lancia anch’egli nei freestyle, parte bene, benissimo, ma poi a fine serata, in piena cchhrrisi, colleziona una brutta figura dopo l’altra, concludendo ogni frase con il più classico dei “oh, vabbè raga, questa non m’è venuta…sto imparando…”. Mauro che chiede il nome del locale (che sapeva perfettamente fino a quand’era lucido, e nel quale ci aveva portati lui) al proprietario. E il proprietario che, una volta avergli risposto che il locale si chiama A Tutta Birra, si sente dire “ah già, è vero…minchia, ma sai che non so neanche perché te l’ho chiesto…scusa eh…”. La cameriera di A Tutta Birra obbligata a prestarsi a fare foto, posare per le foto, sedersi al tavolo con noi per evitare che il coinquilino con la camera da letto sopra di noi chiamasse i carabinieri per l’ennesima volta. La cameriera di A Tutta Birra che prima fa i complimenti e poi prende in giro Marrabbio, sempre per lo stesso motivo: le mutande con le carte da gioco, rigorosamente Intimissimi. La cameriera di A Tutta Birra che mi dice “oh, poi me lo dai l’indirizzo del blog eh, così vado a leggere delle vostre partite!”. Il proprietario del ristorante Il Baccanale amico di Daniele, incontrato per caso nel pub, che si offre di sponsorizzare la nostra squadra per la prossima stagione. Noi che mandiamo a puttane la sponsorizzazione del Baccanale con il figurone da bagordi di prima categoria. Il tre contro tre al campetto della Coop alle quattro del mattino, dopo aver scavalcato e aver giocato nel piazzale adiacente ad esso a calcio e football americano con i palloni che Tiziano porta sempre in macchina. Alberto che va a casa e mi manda un sms perché “su SportItalia ci sono i tuoi Sacramento Kings del tuo Mike Bibby! Paura!”.

Grazie ragazzi.
Se non ci sareste,
bisognasse inventarvi.

BibbyMVP

venerdì, 01 febbraio 2008, ore 17:48

Questi vanno a fare compagnia a quelli per Bruce e per i Radiohead.
Devo dire che tra primavera ed estate, sarà propio un periodaccio.

Lorenzo Jovanotti live @ Palaolimpico Isozaki

"Musica! Musica! Musica!
DELLA MADONNA!"
BibbyMVP
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