Pensavo, come tutti, che Boston e Detroit avrebbero banchettato, almeno per quel che riguardava il primo round. Sbagliavo.
Capitolo Toronto, invece, estremamente deludente. Tralasciando il solito Mago che è un accendi-spegni continuo, quando i tuoi tre lunghi prendono complessivamente 12 rimbalzi nell’elimination game (1 di Bargnani, 2 di Nesterovic, e 9 di Bosh, che è pur sempre la stella della squadra) contro i 22 del solo lungo avversario (e chi se non Howard), beh, obiettivamente c’è qualcosa che non va. Non dico che i Raptors dovessero spazzare via i Magic, ma almeno a gara6 ci si poteva arrivare.
La serie più noiosa (fatti extracestistici a parte) è invece stata a mio avviso quella tra Washington e Cleveland. Botte a parte, le partite erano da dividere in due: quelle in cui una delle due scappava a +20 senza farsi più recuperare, e quelle in cui si giocava neanche poi tanto bene fino a cinque minuti dalla fine, per poi mettere tutto nelle mani della superstar di turno.
Un saluto e un ringraziamento vanno al mitico DeShawn Stevenson, l’unico uomo al mondo che si fa tatuare nome e numero di maglia sulla schiena (con pallottole e dollari di contorno), che festeggia alla John Cena quando mette le triple con la sua squadra sopra di 25 (…), e non viene menato da LeBron James (che secondo me l’avrebbe pestato di brutto) dopo un fallaccio che più che fargli male, gli toglie la fascetta tergisudore dalla testa. Il prescelto lo surclassa in tutto, povero DeShawn. Se il giocatore dei Wizards scrive un pezzo rap contro i Cavs insieme al rapper Soulja Boy (famosissimo…), l’altro ne scrive uno contro i Wizards, si, ma insieme a Jay-Z. E allora scatta la vendetta, Stevenson dice che Lebron è sopravvalutato, e alla prima partita in casa dell’avversario tutta
E poi, per finire, amici miei amanti del grande basket, ditemi vi prego la vostra su Garnett che festeggia a mo’ di finale di Champions League quando i suoi Celtics vincono gara7 in casa contro Atlanta. Dai bigliettone, vinci contro l’ottava dell’est dopo che t’ha portato fino a gara7 facendoti fare brutta figura ogni qual volta in cui mettevi piede fuori dal TD BankNorth Garden, e all’ennesima schiacciata mostri pure il cuore alla curva che tutta esaltata grida MVP!-MVP! dimenticandosi che il premio è andato al gialloviola col 24??? E comunque (un comunque c’è sempre) inizio a pensare che poi così imbattibili non devono essere, visto e considerato lo show di Joe Johnson in gara4 alla Philips Arena, che andava ad impattare il risultato della serie sul 2-2. L’ex Suns s’è reso protagonista negli ultimi otto minuti dello schema denominato “palla a Johnson, gli altri si levino dalle palle”, e ha praticamente vinto da solo la partita, mentre i big three, dal canto loro, hanno alquanto deluso. Garnett in sequenza ha sb
agliato due tiri decisivi con annessa stoppata di Josh smith, e ha commesso una banalissima, clamorosissima e colossale infrazione di passi fuori dall’arco dei tre punti proprio mentre la palla diventava incandescente. Pierce non ha preso in mano la squadra come si presumeva sapesse e potesse fare, deragliando addirittura in area senza che nessuno lo toccasse. E Allen invece ha semplicemente guardato il suo uomo diventare onnipotente, permettendogli di fare il brutto e il cattivo tempo, e perdendo così la partita. E ok, è solo una partita contro Atlanta, ma mi sembra sintomatico del fatto che questa squadra è si in missione, ma non tanto forte quanto ci si aspettasse (e ora ovviamente vinceranno il titolo per smentirmi).
