giovedì, 22 maggio 2008, ore 01:36

Perchè si, lo so che tutti voi, ma soprattutto tutte voi, vi stavate chiedendo “ma quand’è che Davide c’aggiorna sulle semifinali di conference dell’NBA?”. Non vi preoccupa, eccovi accontentati, ma soprattutto, eccovi accontentate. E se proprio non riuscite a fare a meno di basket made in U.S.A. fino al mio prossimo post, ciccate sul coach! Che poi, sia chiaro, non posto la sua foto perché voi dovete avere veramente bisogno di notizie fresche e in tempo reale (anche se Marti potrebbe evitare di mandare sms a me e a Cosmo ogni singola notte per dirci come stanno andando le partite che si guarda in diretta su Sky e SportItalia), ma più che altro perché…non lo so, ditemi, non fa scassare solo a guardarlo in faccia quest'uomo?

peterson

 “Well Bonfa e amici sportivi, ricordatevi, il ggrrrande basket NBA, tute le noti, è ssolo qui da noi, su SporttItaaalia!”

Ma tornando seri (AH!):
Lakers-Utah bene ma non benissimo. Speravo che i lacustri perdessero al cospetto degli uomini di Jerry Sloan almeno una partita in più in quell'Energy Solution Arena (ribadisco, perchè non si chiama più Delta Center?), ma c’è poco da fare, quando hai Kobe e lo spagnolo in squadra, nonostante quest’ultimo sia molle che più molle non si può in difesa, il risultato a questi livelli lo porti a casa. Se passi di livello, ovvero se ti ritrovi in finale di conference, ecco, non ne sarei molto sicuro del passaggio del turno. Per Utah mi sa che tira aria di semi-rifondazione, Kirilenko sta sulle palle a parecchie persone in quel di Salt Lake, e la squadra non mi pare abbia così grandi margini di miglioramento, quindi o si accontentano di fermarsi qui tutti gli anni, o sarà meglio che faccian qualcosa.
San Antonio-New Orleans, ovvero dove si infrangono i sogni della squadra rivelazione dell’anno. Byron Scott continua a non essere un allenatore, il suo sistema di gioco alla organized playground è 80% di chi fa gli halley-hoop (Chris Paul) e 20% di chi blocca, taglia e schiaccia a due mani grattandosi i coglioni (ringraziamo l’uomo che è stato per tre anni il mio coach per questa fantastica espressione). Spiace, perché gli Hornets giocavano e incantavano, con il numero tre che se si dovessero contare anche i playoffs, forse sarebbe il vero MVP della lega, ma tant’è. Gli Spurs sono antipatici a tanta tanta tanta gente, ma sono forti, forti, e forti a non finire. Duncan fa le cose che non vanno a referto ma vincono le serie, Parker a 26 anni è una certezza con pochi eguali nella lega, quel-bastardo-di-Bowen sa purtroppo difendere come pochi, e Ginobili…di Ginobili non dico niente, basta vederlo giocare per rendersi conto del giocatore che è. Vorrei avere io una carriera come la sua, l’unico rimpianto di una singola competizione non vinta, è la finale dei mondiali. In TUTTE le altre competizioni ha fatto piazza pulita, ci sarà un perché. No? E poi ci sarebbe Don Roberto (Big Shot Rob), che siccome non sapeva cosa fare, ha battuto il record ogni epoca di partite playoffs disputate, e fa ancora in tempo a ritoccarlo, visto che la loro stagione non è finita).
Detroit-Orlando, quando la prevedibilità si fa serie di playoffs. Diciamocelo, nessuno sperava nel miracolo di Superman, nemmeno Dan peterson. Si pensava forse che avrebbero potuto fare qualcosa di più ad Orlando, dove Turkoglu e soci hanno perso delle partite che con un po’ di cattiveria/cinismo/fortuna in più si sarebbero trasformate in vittorie. Ma poi vedi l’ultima azione della serie, con The Prince of Compton che stoppa Brother Hedo bloccando a tabellone il pallone di quella che doveva essere la schiacciata della vittoria (che comunque avrebbe solo rimandato l’eliminazione dei Magic), e allora pensi che no, se questi Detroit Pistons hanno voglia, molto probabilmente neanche le quattro gare in casa di Boston e la difesa di San Antonio gli possono impedire di vincere l’anello. Almeno, io la vedo così.
E poi c’è Cleveland-Boston, dove il regno di King James finisce, e le TD BankNorth Garden Rulez entrano in vigore. Non ho idea del dove e quando l’avventura dei Celtics di quest’anno si fermerà, ma sono abbastanza sicuro del fatto che vincere un titolo andando a gara sette ad ogni singola serie sia un pochino faticoso. E sono altrettanto sicuro del fatto che la dirigenza Cavs qualcosa lo dovrà fare durante l’estate, perché è tanto impossibile operare sul mercato con lo spazio salariale  che hanno, quanto è improbabile che riescano ad andare da qualche parte nei prossimi anni senza una buona seconda opzione da affiancare a LeBron. Anzi, l’occasione buona per andare da qualche parte, tra neanche tanto tempo, ce l’avrebbe proprio lui: New York City, alla corte di Mike D’Antoni. Per quel che riguarda i biancoverdi invece c’è poco da dire: Allen in leggera crescita (ma non abbastanza), Garnett decisivo anziché no (togliere Garnett ai Celtics è come togliere la Madonna a Lourdes), e pierce che vince la sfida del quarantello contro LBJ23 in gara7, garantendo il passaggio del turno ai suoi.

La cosa più bella della serie però l’ha fatta tale mamma Gloria, la mamma del 23 in maglia Cavs: dopo un fallo duro (ma pur sempre di gioco) di Paul pierce su LeBron, per evitare che questo andasse a schiacciare in campo aperto facendo scattare gli allarmi delle auto nel parcheggio, la suddetta non sente ragioni, e dalla prima fila (dalla quale stava assistendo alla partita) scatta in piedi dirigendosi con fare tutt’altro che pacifico verso il 34 dei Celtics, con Garnett che con un tagliafuori enciclopedico cerca di fare da pacere, e il figlio (che sarebbe pur sempre LeBron James) che gli grida in mondo visione “SIT YO' ASS DOWN!”.



Cioè, obiettivamente, SOLO NELL' NBA.
BibbyMVP
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domenica, 18 maggio 2008, ore 20:31

Un altro post inutile dall’autore di questo fantastico blog, per la serie ne sentivamo tutti il bisogno. Viene scritto, questo post, con Devils & Dust nello stereo, e già qui non si capisce bene il perché, visto e considerato che tra 38 giorni, di queste 12 tracce in quel di San Siro non ne sentirò presumibilmente neanche una, ma tant’è. In questa domenica di maggio, di quelle che ti fanno dire “minchia, ma siamo già a maggio”, c’è un po’ di tutto. C’è una blog sister che fa le valige destinazione non paradiso ma forse qualcosa di meglio (Dublin, London, Bruce), c’è spagnolo da studiare, per un esame che tanto so già che non lo passo (confidando in quello di settembre, come tre quarti della mia classe di lettorato, ovviamente), c’è informatica da studiare (e soprattutto c’è da capire perché uno studente di lingue e letterature moderne sia obbligato a dare un esame di informatica, cioè), c’è la fine dei corsi avvenuta due giorni orsono che sancisce l’inizio dello stare a casa a studiare comelammerda, mentre fuori c’è il sole e probabilmente al campetto è pieno di gente che aspetta il sesto (che potrei/dovrei essere io) per il tre-contro-tre, e poi c’è quella sensazione che c’hanno tipo i bambini quando si avvicina il Natale. C’è quel pensiero ricorrente che ronza nella testa, che ricorda che tra 38 giorni c’è San Siro con la E-Street, che mancano 30 giorni all’Arena Civica strapiena di fans urlanti e saltanti al ritmo dei Radiohead, e che tre giorni prima ci sarebbero anche Zack de la Rocha, e poi Tom Morello, e con loro lo stadio di Modena, che lo so, non è San Siro, ma io rompo i coglioni a chi mi sta appresso dai tempi del primo CD degli Audioslave con la storia del “gli Audioslave sono un grande gruppo, ma il mio rimpianto più grande è quello di non aver potuto vedere i Rage Against the Machine dal vivo quand’erano ancora insieme”. E quindi và così, sono un minimo emozionato all’idea, tra una litigata e l’altra con mia madre, alle prese col farle capire che certe cose (queste) hanno la precedenza rispetto ad altre (tutto il resto), ora come ora il mio più grosso pensiero è quello di racimolare gli euri per quelle tre magliette che aspetto di comprare da qualcosa come, più o meno, una vita.

BibbyMVP

mercoledì, 07 maggio 2008, ore 02:04

Time cover

Soluzione all’indovinello:
Big Tickett/Lebron
The Truth/Bibby
Howard/Paul

 
E comunque, tornando alla politica, io tengo per quello di sinistra, of course. C'ho pure avuto da ridire con la genitrice, per quel che riguarda la mia preferenza nei confronti del caro Barry. Convinto tanto quanto è vero che respiro (cit.) che noi quaggiù dovremmo avere il diritto di votare per lui o per Mr.Patatina McCain in quanto cittadini di questa adorabile provincia americana che risponde al nome di Italia, ho sostenuto la mia tesi nel corso di una cena al lume non di candela, bensì di TG3, con la genitrice di cui sopra, la quale era fermamente convinta del fatto che Clinton nei suoi anni di governo ha fatto cose che bla bla bla e che quindi anche lei in quanto sua moglie bla bla bla, e quindi, ovviamente, bla bla bla! Il tutto prima di fugare ogni tipo di dubbio a couple of weeks ago. Nell'esatto istante in cui mi accingevo ad aprire la posta elettronica per leggere mail e messaggi privati provenienti da blogger di Splinder e utenti di last.fm, tutti recanti la notiziona bomba (scontata come il finale di una vecchia puntata di Parry Mason, direbbe l'Avvocato) delle preferenze politiche di Bruce per quanto concerne la corsa alla Casa Bianca, mia nonna si accingeva a recapitarmi giornali provenienti da zio e cugino, che mi volevano mettere al corrente della cosa, come se non l'avessero già fatto compagni di corso e genitrice di cui sopra, con l'ausilio dei vari Leggo, City e Metro. Che è un po’ la stessa cosa che successe quando quella tipa in Australia ammazzò il marito perché le impediva di ascoltare il CD del suddetto Bruce, e tutti pensarono immediatamente a me (e oh, se il CD in questione era Born To Run, un pizzico di ragione ce l’aveva pure, secondo me) ma tant’è. Alla fine , stando a Leggo, Metro, City, La Stampa, Il Corriere Della Sera e di nuovo Metro, City e Leggo, mi pare di aver capito che Bruce, riguardo al suddetto candidato politico, abbia detto tipo 'sta cosa quà:

"He speaks to the America I've envisioned in my music for the past 35 years, a generous nation with a citizenry willing to tackle nuanced and complex problems, a country that's interested in its collective destiny and in the potential of its gathered spirit. A place where '...nobody crowds you, and nobody goes it alone.' "


 

Brooooce

 

E ora sù, andate in pace.

BibbyMVP

lunedì, 05 maggio 2008, ore 01:19

Detroit BasketballPensavo, come tutti, che Boston e Detroit avrebbero banchettato, almeno per quel che riguardava il primo round. Sbagliavo.

Nella Motown si strappa un 4-2 a Phila, con i pistoni che decidono di dare una svolta alla serie durante l’intervallo di gara4: sotto 2-1, Coach Saunders deve essersi un attimino incazzato, e quando sono rientrati in campo non hanno più sbagliato niente, gare 5 e 6 comprese. Ovvio, Iguodala c’ha messo del suo non facendo praticamente niente, ma tant’è.

Capitolo Toronto, invece, estremamente deludente. Tralasciando il solito Mago che è un accendi-spegni continuo, quando i tuoi tre lunghi prendono complessivamente 12 rimbalzi nell’elimination game (1 di Bargnani, 2 di Nesterovic, e 9 di Bosh, che è pur sempre la stella della squadra) contro i 22 del solo lungo avversario (e chi se non Howard), beh, obiettivamente c’è qualcosa che non va. Non dico che i Raptors dovessero spazzare via i Magic, ma almeno a gara6 ci si poteva arrivare.

La serie più noiosa (fatti extracestistici a parte) è invece stata a mio avviso quella tra Washington e Cleveland. Botte a parte, le partite erano da dividere in due: quelle in cui una delle due scappava a +20 senza farsi più recuperare, e quelle in cui si giocava neanche poi tanto bene fino a cinque minuti dalla fine, per poi mettere tutto nelle mani della superstar di turno.770717940becda618536f964c78246be-getty-80385745dh0161_cav_wiz
Un saluto e un ringraziamento vanno al mitico DeShawn Stevenson, l’u
nico uomo al mondo che si fa tatuare nome e numero di maglia sulla schiena (con pallottole e dollari di contorno), che festeggia alla John Cena quando mette le triple con la sua squadra sopra di 25 (…), e non viene menato da LeBron James (che secondo me l’avrebbe pestato di brutto) dopo un fallaccio che più che fargli male, gli toglie la fascetta tergisudore dalla testa. Il prescelto lo surclassa in tutto, povero DeShawn. Se il giocatore dei Wizards scrive un pezzo rap contro i Cavs insieme al rapper Soulja Boy (famosissimo…), l’altro ne scrive uno contro i Wizards, si, ma insieme a Jay-Z. E allora scatta la vendetta, Stevenson dice che Lebron è sopravvalutato, e alla prima partita in casa dell’avversario tutta la QuickenLoans Arena è un unico assordante coro contro di lui, 20.000 persone che gridano “overrated” non appena tocca palla. Si può?

E poi, per finire, amici miei amanti del grande basket, ditemi vi prego la vostra su Garnett che festeggia a mo’ di finale di Champions League quando i suoi Celtics vincono gara7 in casa contro Atlanta. Dai bigliettone, vinci contro l’ottava dell’est dopo che t’ha portato fino a gara7 facendoti fare brutta figura ogni qual volta in cui mettevi piede fuori dal TD BankNorth Garden, e all’ennesima schiacciata mostri pure il cuore alla curva che tutta esaltata grida MVP!-MVP! dimenticandosi che il premio è andato al gialloviola col 24??? E comunque (un comunque c’è sempre) inizio a pensare che poi così imbattibili non devono essere, visto e considerato lo show di Joe Johnson in gara4 alla Philips Arena, che andava ad impattare il risultato della serie sul 2-2. L’ex Suns s’è reso protagonista negli ultimi otto minuti dello schema denominato “palla a Johnson, gli altri si levino dalle palle”, e ha praticamente vinto da solo la partita, mentre i big three, dal canto loro, hanno alquanto deluso. Garnett in sequenza ha sbceltics3_627_080420agliato due tiri decisivi con annessa stoppata di Josh smith, e ha commesso una banalissima, clamorosissima e colossale infrazione di passi fuori dall’arco dei tre punti proprio mentre la palla diventava incandescente. Pierce non ha preso in mano la squadra come si presumeva sapesse e potesse fare, deragliando addirittura in area senza che nessuno lo toccasse. E Allen invece ha semplicemente guardato il suo uomo diventare onnipotente, permettendogli di fare il brutto e il cattivo tempo, e perdendo così la partita. E ok, è solo una partita contro Atlanta, ma mi sembra sintomatico del fatto che questa squadra è si in missione, ma non tanto forte quanto ci si aspettasse (e ora ovviamente vinceranno il titolo per smentirmi).

BibbyMVP

lunedì, 28 aprile 2008, ore 00:52

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...perché San Antonio sta già tornando a casa e ha praticamente vinto la serie contro i Suns”

Grazie Coach per quest’ennesima perla di saggezza cestistica che ci hai regalato, al termine dell’NBA News dell’altra sera.
Grazie (Federico) Bonfa(rdeci) per aver sintetizzato l’impresa alla quale è chiamata Phoenix con un “ora, semplicemente, Steve Nash e compagni devono andare contro la storia”. Troppo gentile, davvero.
Grazie Steve Kerr per aver smantellato la più bella e divertente squadra NBA dai tempi dei Kings di Bibby e Webber, con un'unica insensata trade. Mi stavi così simpatico quando facevi il comprimario prima di Michael e poi di Timoteo. E ora mi stai tremendamente sul cazzo.
Grazie Shaq, per averci promesso il titolo appena arrivato in Arizona, giusto giusto perché quando l’avevi fatto a Miami t’aveva portato fortuna. Peccato che il tuo arrivo c’abbia fatto sprofondare dalla prima alla sesta posizione dell’ovest, che, per chi non lo sapesse, vuol dire giocare contro la terza classificata. Che, per chi non lo sapesse, vuol dire San Antonio Spurs.
Povero Steven John Nash, il playmaker che più mi piace insieme al 10 degli Hawks e all’erede di John Stockton in quel di Utah. Le primavere passano, tu sei sempre tu, ma se ti tolgono Shawn Marion in grado di marcare sia Parker che Duncan, è normale che un minimo ci rimani. E ora, con la serie sul 3-1 di ritorno in Texas, stai di nuovo perdendo un’altra serie di playoffs, questa volta al primo turno.
Ergo, il treno ormai è passato, lo dico da tempo, e questo era l’ultimo giro di giostra. Non è andata, e D’Antoni ha senso su questa panchina tanto quanto ne ha Stoudamire che difende su Duncan. Perché il 90% delle volte in cui arriva un nuovo G.M., un nuovo coach è dietro l’angolo. E perché l’ala grande dei Suns fa tanto la voce grossa in attacco, quanto la figura del coglione in difesa. Ergo, è una femminuccia, o almeno, si deve svegliare. E l’ideona di prendere O’Neal per marcare i lunghi avversari, non sembra aver pagato (dove “non sembra aver pagato” è un chiaro eufemismo, se non l’aveste capito)
Oltre a tutto questo, non riesco a farmi stare antipatici gli speroni, Bruce bowen a parte. Lui si, lo radierei all’istante dall’NBA, relegandolo alla prima cava di zolfo disponibile, talmente è sporco, antisportivo e antipatico (insieme a Tony Parker, ma lui non per demeriti sportivi, più semplicemente perché si scopa la Longoria). Sono un modello di squadra  che veramente spostati che non ce n’è per nessuno. El Gran Contusion è, secondo me, ora come ora, il clutch scorer per eccellenza all’interno di questa lega. Un Duncan che per una volta si ricorda del referto, e allora oltre a fare tutte quelle cose che non si trasformano in numeri ma fanno vincere  gli anelli, ne mette anche quaranta nella gara d’apertura giusto per far capire cos’è che aspetta Nash e soci, poi, è puro basket applicato dall’uomo-fondamentali per eccellenza.
Quindi, sostanzialmente, nei prossimi giorni spero che:
-Amare Stoudemire impari a difendere
-Steve Nash ringiovanisca fisicamente di dieci anni
-Shaq si dimentichi di aver giocato quattro partite di playoffs una più tirata dell’altra nell'ultima settimana
-I Phoenix Suns vincano la serie 4-3 per il rotto della cuffia.
Ma, visto il mamma butta la pasta di Coach Dan Peterson, temo ci sia poco da fare.

BibbyMVP
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mercoledì, 09 aprile 2008, ore 22:54

Oh, questa cosa qua la DEVO postare. Ringrazio Zirilli per l’avviso tramite commento al post precedente, e anche chi sul suo blog ha lasciato il link al filmato su YouTube. La questione è che, sotanzialmente, al concerto di due sere fà di Bruce Springsteen & The E-Street Band, tenutosi in quel di Anaheim (California) pare abbia presenziato tale Tom Morello (non so se l’avete mai sentito nominare, suona in una band, tipo...Rage Against the Machine, o una cosa così…). Cioè, sempre sostanzialmente, per cantare The Ghost of Tom Joad, The Nightwatchman s’è messo alla sinistra (lui SEMPRE a sinistra) di Bruce, e ha predicato il vangelo secondo Fender, nel caso ce ne fosse bisogno, con un paio di assoli tra una strofa e l’altra, cantate ovviamente insieme a Bruce, con tutta la band al seguito. Guardatelo come, poco dopo il sesto minuto del secondo video, fa il giochetto del passare la mano dietro al manico della chitarra tra una nota e l’altra. O come passeggia sulle corde, con quel cappellino in testa, che pare nuovo, a sostituire quello recante la scritta unite! che evidentemente dopo 16 anni era anche il caso di cambiarlo. La chitarra invece è sempre lei, arm the homeless. Un mito.

 

BibbyMVP

lunedì, 24 marzo 2008, ore 22:08

Il sottoscritto, non contento di averli visti due volte quando non se li filava nessuno o quasi (e contrario alla politica del “li ho già visti, non mi interessano”), è andato di nuovo ad un concerto dei Linea77. Non se l’è sentita, il sottoscritto, di gridare capre ai Dufresne (la band di spalla), ha pensato che questo è un privilegio che toccherà solo ed esclusivamente ai Noisettes. Ha anche pensato che, dopo tutto, il rumore (tanto rumore, cantavano in italiano, e sembravano la brutta copia di un album degli Slipknot) fatto dai Dufresne oggi, è lo stesso che facevano una volta i Linea, e che magari ma proprio in maniera ipotetica, un giorno il biglietto può darsi che lo pagherà, per vedere un loro concerto. Ma anche no. In ogni caso il sottoscritto pensa che, tutto sommato, è stato un bel concerto. Sono migliorati. Tanta musica in più, tanto casino in meno. Qualche canzone era inascoltabile dal vivo (o, meglio, una discreta palla, soprattutto per chi li segue da tempo), perché nessuno c’aveva ancora fatto l’orecchio, e anche perché, forse, neanche loro Linea77 ce l’avevano fatto l’orecchio. Pollice su (cit.) per le canzoni vecchie, Ketchup Suicide insieme alle altre che gli piacciono e alla successiva cena in pizzeria con maglietta fradicia addosso, sono costate al sottoscritto il prolungamento di un post-febbra non indifferente. Bene anche Moka, bella bella bella in modo assurdo (cit.). Bene il pogo che ha fatto passare il sottoscritto dal tenere su il muro all’inizio del concerto, allo scannarsi (invano) per una bottiglia d’acqua lanciata da Nitto agli occupanti delle prime file. Divertente ammassarsi gli uni sugli altri sulle note delle loro canzoni, in spazi così piccoli non c'è quel terrore che mi prende in spazi grossi come il DatchForum, che ti fanno quasi (ho detto quasi) desistere dal devasto. Bene inoltre i Linea77 stessi che si aggirano per l’Hiroshima prima e dopo il concerto. Il sottoscritto non si spiega perché idolatra Zack De La Rocha, e invece non chiede neanche l’autografo ad essi quando li incontra di fianco al banchetto del merchandising (o alla fnac di Via Roma, o in Via Garibaldi). Bene ma non benissimo, inoltre, il coglione alternativo di gomma, tale gagnetto con i capelli lunghi e la maglietta degli Iron Maiden, che prima si lancia nel pogo per farsi figo dinnanzi agli occhi della sua amata ragazza con mezza testa rasata e l’altra mezza inguardabile, e poi torna da lei zoppicante, e poi si siede, e poi non si regge in piedi facendo la figura dell’emerito coglione quale è.

linea77 live @ Hiroshima Mon Amour, torinoIl sottoscritto, per concludere in bellezza, è inoltre andato in pizzeria (pizza con uovo, patatine e salsiccia, incommensurabile) con SostieneMartina, AtipiCoz, e tali Giovanni e Ale Mandazza a.k.a. Mandarancio (compagno di vecchia data e di vari concerti). Con quest'ultimo ha programmato in parte la giornata del 14 giugno, giorno in cui starà in zona mixer per non rischiare la vita, assistendo al concerto più bello della sua vita.

Rage a modena sbaaaaavvvv

L’autore di questo blog, poi, è lieto di comunicarvi che grazie a lui (e ai soldi dei parenti, tanti, che piovono giù che è un piacere dalle parti del 24 marzo) gli Utah Jazz vinceranno entro poche settimane il titolo NBA, e che Jack Shephard, John Locke, e tutti gli altri dell’isola di Lost, forse è la volta buona che riescono a trovare la strada di casa. Via Domus. Tutto grazie all'autore di questo blog. E ai soldi dei parenti.

Ce lPoi, sempre egli, è felice per la vittoria della Signora nel derby d’Italia. Doveva finire con gol in fuorigioco di Stendardo a tempo scaduto, che imbeccato da LeGrottaglie dopo un evidentissimo fallo non fischiato, andava a segnare di mano grazie ad una deviazione dell’arbitro che correggeva la traiettoria della palla, destinandola alla rete invece che alla rimessa dal fondo. Ha segnato Mauro German, solo in fuori gioco, ma fa comunque piacere.

MaurooooooUltima nota (tralasciando il fatto che il nostro carissimo blogger è in data odierna passato dinnanzi al playground in cui i già citati Linea77 girarono anni fà il video di Third Moon, ma tant'è) oggi, in quel di Venaria Reale, più precisamente nel Parco Naturale de La Mandria (a pochi metri dalla villa della famiglia Agnelli in cui sostò Bruce nel 1988 prima di andare a suonare in quel dell’allora Stadio Comunale –vedi bootleg at 6:oo p.m. he left La Mandria-), si è tenuto un concerto a sorpresa di due dei tre componenti dei Muse. Matthew Bellamy e Dom Howard si sono esibiti di fronte ad un pubblico selezionatissimissimo, e all’appello mancava, purtroppo per Sosti, Chris Wolstenholme. Simpatico (ma anche no) il fatto che sulla strada del ritorno, visto il vento che c’era, artisti e fans abbiano ripetutamente detto frasi tipo “speriamo che non si spacchi un ramo (era pieno di alberi, ovvio n.d.r.) e ci venga addosso”. Perché è successo veramente, non a noi, ma è successo veramente. E c’è scappato il morto, Studio Aperto Dixit.
Ma poteva andare peggio, comunque. Poteva piovere.  Consoliamoci quindi  con il video dei nostro beniamini.

BibbyMVP

domenica, 09 marzo 2008, ore 21:38

Apprendo dal sito http://www.ratm.com/ (official Rage Against the Machine site):

 Breaking News 03/07/08: Italy Added to European dates
Venue: Modena Stadium - Italy Show Date : June 14th, 2008 On Sale: Monday March 10th. Ticket price: 40 euro (seated) - 32 euro

Appresa la notizia, mia madre ha sentenziato (in ordine):
- ho già capito che non andiamo al mare, grazie
- ormai vivo in funzione di quello che vuoi fare tu
- ormai pensi solo più ai concerti, università niente invece
- ogni giorno hai un concerto nuovo
- non ne hai mai abbastanza
- non sei mai contento

E mi sa che sta volta passo la mano, d’altronde Thom Yorke e Bruce a distanza di, rispettivamente, quattro e undici giorni, possono andare come consolazione. Si, sarà solo la più grossa delusione della mia vita. Il concerto che aspettavo da qualcosa come SEMPRE, il mio gruppo preferito, i miei idoli che ascolto un giorno si e l'altro anche da anni e anni e anni. Voglio dire, chessaràmmai. Ma non è detta l’ultima parola. Spero.

E questo quà sotto è, gomitata più gomitata meno, quello che andrei a perdermi, in caso di mancato viaggio in quel di Modena (ma poi, cazzo, puoi organizzare un concerto a Modena???)


BibbyMVP

mercoledì, 05 marzo 2008, ore 00:09

Poi, tra le altre cose, vi farà piacere sapere, arditi lettori, che la scorsa settimana sono stati in Italia i Santi Santissimi KoRn. Che voi conoscerete bene (ma anche no) per hit scalaclassifiche quali Faget, Here to Stay e Got The Life (lo so, ne avete altre trenta-barra-quaranta in testa, ma non le posso nominare tutte). Ebbene, freschi freschi del nuovo album (una merda colossale che io non ho neanche comprato, dopo averlo scaricato illegalmente e ascoltato due-volte-due, cosa non da me proprio), sono stati in Italia per due date, rispettivamente Pordenone  e Milano. E io mica c’ero a questi concerti, come a dire, mi sono perso un concerto del Bitch We Got A Problem! Tour. E neanche mi spiace poi molto, devo dire. Contrariamente a quello che potrebbe pensare qualcuno. Voglio dire: loro, se non contiamo VendettaRed (???), Puddle of Mudd e Trust Company (...), che quel giorno in cui li vidi a Reggio Emilia suonarono dalle cinque di pomeriggio alle nove e mezza di sera, facendo di fatto da apripista (con il cantante dei Puddle che dopo il lancio di bottiglie d'acqua nei suoi confronti da parte dei fans, decretava "non devo essere molto amato dai fans italiani", in un americano con un you know ogni due parole), sono stati, sostanzialmente, il mio primo concerto, nonché uno dei concerti che ancora oggi reputo uno dei più belli della mia vita. Ero un giovane sbarbatello (leggi anche stupido sedicenne che si metteva ai piedi Adidas e Puma perché le sponsorizzavano loro e i LimpBizkit) che li idolatrava e che aveva tutti i loro CD originali, e che vedeva in loro la versione moderna di quei grupponi rock di tanti anni fà, di quando ai concerti c’andava mio padre. Ebbene, imbeccato costantemente dal Cosmo (che per l’occasione mi avrebbe accompagnato) avevo una mezza idea di andare a vederli in quel del DatchForum. Costava anche poco (i 32 euri del biglietto, rapportati alla grandezza dell’artista, al prezzo degli altri concerti di oggidì, e ai prezzi del passato, non erano neanche tanti), ma, fondamentalmente, non avevo voglia di sbattermi fino a Milano per andare a vederli, i KoRn. Che detto da uno che è andato appunto fino a Reggio Emilia per lo stesso gruppo, non è proprio coerente al massimo. Ma, voi m’insegnate, David Silveria s’è messo a fare il modello per CK, Head ha trovato Dio (roba che neanche Legrottaglie) e allora ho lasciato perdere. Sbattermi per vedere un Johnatan Davis obeso anziché no, un Fieldy con i capelli lunghi e lisci (si, Fieldy con i capelli lunghi e lisci) e un Munky che, fondamentalmente, non m’ha mai detto molto, non era il massimo. Cosa voglio dire con questo? Non lo so, ma qualunque cosa voglia dire il mio rifiuto di due ore di macchina per vedere un gruppo con il quale sono cresciuto e per il quale una volta avrei fatto i chilometri fino al palazzetto a piedi, beh, fa pensare. Quindi pensate. Ecco.


In ogni caso, io pensavo di andare ad un concerto per depressi quest'estate. Mi stavo già preparado psicologicamente. E invece questi che fanno? Ridono! Capito??? Ridono!!! Voi l'avete mai visto Thom Yorke ridere?

BibbyMVP

martedì, 26 febbraio 2008, ore 18:50

Lebowski Fest Leggevo un giornale mentre tornavo da Torino, tale Rolling Stone numero di marzo 2008, che negli Stati Uniti, più precisamente in quel di Chicago, la Windy City nota a tutti voi per i trascorsi da toro di Sua Maestà Aerea MJ, e per, ovviamente, quel film da due soldi che fu the Blues Brothers, dicevo, a Chicago, dal 7 al 9 marzo si tiene il settimo Lebowski Fest. E voi vi chiederete, cos’è il Lebowski Fest? Ebbene, il Lebowski Fest è –cito testualmente- bowling ilimitato, white russian per tutti e musica dal vivo con i Blue Moon Swamp, tribute band dei Creedence Clearwater Revival. Oltre ad un concorso in costume, che da quel che leggo, dopo tanti anni, è diventato un appuntamento fisso della festa. Il tutto in onore di quel capolavoro dei fratelli Coen che prese il nome di the Big Lebowski. E infatti, se si va a vedere, la data coincide col decimo anniversario della prima del film. Tralasciando l’immensa stima che provo per quel pigro e felice hippie perennemente in accappatoio che esclama “no, le mie cassette dei Creedence…” quando scopre che gli hanno rubato la macchina, e del quale tutti ricorderanno la celebre battuta “dava un tono all’ambiente” riguardante il tappeto che aveva si in casa, ma prima che qualcuno scambiasse lui, Drugo, per il Lebowski sbagliato, e che pisciasse quindi sopra al tappeto sbagliato. Dicevo, tralasciando questo, pensavo a come sarebbe bello trasportare questa fantastica festa qui da noi. Non so, prendere un bowling a caso, tipo quello di Roletto, metropoli di 1900 abitanti che dista da casa mia chilometri dieci, e organizzarci al suo interno questa festa. Con il sosia di Super Mario che voi tutti conoscerete, in quanto assidui frequentatori del posto, che di solito si divide tra il vendere le Goleador alla cassa e l’aggiustare il marchingenio che posiziona i birilli sulla pista ogni volta che esso si blocca, che per l’occasione potrebbe intrattenere il pubblico e/o organizzare lui stesso il concorso in costume di cui sopra. E poi non so, si potrebbe dare un tocco di piemontesizzazione in più alla cosa, tipo sostituire il white russian con una buona bagna cauda, e la cover-band dei Creedence potrebbe essere rimpiazzata dai Fratelli Sberlicchio. Che bello. Anche se, obiettivamente, c’è qualcosa che non quadra. Non so, ho come l’impressione che la versione originale, quella americana, sarebbe meglio di quella piemontese. Boh.

Big Lebowski

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