lunedì, 24 marzo 2008, ore 22:08

Il sottoscritto, non contento di averli visti due volte quando non se li filava nessuno o quasi (e contrario alla politica del “li ho già visti, non mi interessano”), è andato di nuovo ad un concerto dei Linea77. Non se l’è sentita, il sottoscritto, di gridare capre ai Dufresne (la band di spalla), ha pensato che questo è un privilegio che toccherà solo ed esclusivamente ai Noisettes. Ha anche pensato che, dopo tutto, il rumore (tanto rumore, cantavano in italiano, e sembravano la brutta copia di un album degli Slipknot) fatto dai Dufresne oggi, è lo stesso che facevano una volta i Linea, e che magari ma proprio in maniera ipotetica, un giorno il biglietto può darsi che lo pagherà, per vedere un loro concerto. Ma anche no. In ogni caso il sottoscritto pensa che, tutto sommato, è stato un bel concerto. Sono migliorati. Tanta musica in più, tanto casino in meno. Qualche canzone era inascoltabile dal vivo (o, meglio, una discreta palla, soprattutto per chi li segue da tempo), perché nessuno c’aveva ancora fatto l’orecchio, e anche perché, forse, neanche loro Linea77 ce l’avevano fatto l’orecchio. Pollice su (cit.) per le canzoni vecchie, Ketchup Suicide insieme alle altre che gli piacciono e alla successiva cena in pizzeria con maglietta fradicia addosso, sono costate al sottoscritto il prolungamento di un post-febbra non indifferente. Bene anche Moka, bella bella bella in modo assurdo (cit.). Bene il pogo che ha fatto passare il sottoscritto dal tenere su il muro all’inizio del concerto, allo scannarsi (invano) per una bottiglia d’acqua lanciata da Nitto agli occupanti delle prime file. Divertente ammassarsi gli uni sugli altri sulle note delle loro canzoni, in spazi così piccoli non c'è quel terrore che mi prende in spazi grossi come il DatchForum, che ti fanno quasi (ho detto quasi) desistere dal devasto. Bene inoltre i Linea77 stessi che si aggirano per l’Hiroshima prima e dopo il concerto. Il sottoscritto non si spiega perché idolatra Zack De La Rocha, e invece non chiede neanche l’autografo ad essi quando li incontra di fianco al banchetto del merchandising (o alla fnac di Via Roma, o in Via Garibaldi). Bene ma non benissimo, inoltre, il coglione alternativo di gomma, tale gagnetto con i capelli lunghi e la maglietta degli Iron Maiden, che prima si lancia nel pogo per farsi figo dinnanzi agli occhi della sua amata ragazza con mezza testa rasata e l’altra mezza inguardabile, e poi torna da lei zoppicante, e poi si siede, e poi non si regge in piedi facendo la figura dell’emerito coglione quale è.

linea77 live @ Hiroshima Mon Amour, torinoIl sottoscritto, per concludere in bellezza, è inoltre andato in pizzeria (pizza con uovo, patatine e salsiccia, incommensurabile) con SostieneMartina, AtipiCoz, e tali Giovanni e Ale Mandazza a.k.a. Mandarancio (compagno di vecchia data e di vari concerti). Con quest'ultimo ha programmato in parte la giornata del 14 giugno, giorno in cui starà in zona mixer per non rischiare la vita, assistendo al concerto più bello della sua vita.

Rage a modena sbaaaaavvvv

L’autore di questo blog, poi, è lieto di comunicarvi che grazie a lui (e ai soldi dei parenti, tanti, che piovono giù che è un piacere dalle parti del 24 marzo) gli Utah Jazz vinceranno entro poche settimane il titolo NBA, e che Jack Shephard, John Locke, e tutti gli altri dell’isola di Lost, forse è la volta buona che riescono a trovare la strada di casa. Via Domus. Tutto grazie all'autore di questo blog. E ai soldi dei parenti.

Ce lPoi, sempre egli, è felice per la vittoria della Signora nel derby d’Italia. Doveva finire con gol in fuorigioco di Stendardo a tempo scaduto, che imbeccato da LeGrottaglie dopo un evidentissimo fallo non fischiato, andava a segnare di mano grazie ad una deviazione dell’arbitro che correggeva la traiettoria della palla, destinandola alla rete invece che alla rimessa dal fondo. Ha segnato Mauro German, solo in fuori gioco, ma fa comunque piacere.

MaurooooooUltima nota (tralasciando il fatto che il nostro carissimo blogger è in data odierna passato dinnanzi al playground in cui i già citati Linea77 girarono anni fà il video di Third Moon, ma tant'è) oggi, in quel di Venaria Reale, più precisamente nel Parco Naturale de La Mandria (a pochi metri dalla villa della famiglia Agnelli in cui sostò Bruce nel 1988 prima di andare a suonare in quel dell’allora Stadio Comunale –vedi bootleg at 6:oo p.m. he left La Mandria-), si è tenuto un concerto a sorpresa di due dei tre componenti dei Muse. Matthew Bellamy e Dom Howard si sono esibiti di fronte ad un pubblico selezionatissimissimo, e all’appello mancava, purtroppo per Sosti, Chris Wolstenholme. Simpatico (ma anche no) il fatto che sulla strada del ritorno, visto il vento che c’era, artisti e fans abbiano ripetutamente detto frasi tipo “speriamo che non si spacchi un ramo (era pieno di alberi, ovvio n.d.r.) e ci venga addosso”. Perché è successo veramente, non a noi, ma è successo veramente. E c’è scappato il morto, Studio Aperto Dixit.
Ma poteva andare peggio, comunque. Poteva piovere.  Consoliamoci quindi  con il video dei nostro beniamini.

BibbyMVP

mercoledì, 30 gennaio 2008, ore 22:00

ThenumbersOra, come voi tutti ben saprete, domani notte comincia la quarta stagione di quel telefilm un po’ così, con quella storia un po’ così, e quei personaggi un po’ così. Quel telefilm che a The Voice farebbe dire il più classico dei ragazzi, da qui non si torna più in dietro. La suspance che m’è presa un anno e mezzo fà, quando la carrellata al termine dell’ultima puntata della prima serie, mostrava l’interno della botola, è molto simile a quella che mi prendeva quando Fox Mulder si ricordava di sua sorella Samantha che fluttuava in aria durante il suo rapimento, con le luci rosse e verdi delle astronavi che entravano dalle finestre. Come dire, quel telefilm là che guardavo alle scuole elementari con gli omini verdi, rimane sempre lassù in cima, e le prime cinque serie penso daranno merda a qualsiasi telefilm che JJ Abrams potrà mai inventare. Ma quest’isoletta in grado di far camminare tetraplegici, ingravidare ragazze giapponesi e precipitare aerei di linea a causa di un tasto non schiacciato all’interno di una botola, come dire, ne sa. La cosa che mi preme ora, non è il capire il perché degli orsi polari, del Progetto Dharma, dei numeri di Hurley e dei poteri di Walt che solo Locke è riuscito a intravedere. Ora mi tocca fare la scelta che potrebbe cambiare la mia vita prossima futura. Ovvero, aspetto che abbiano trasmesso l’intera serie negli Stati Uniti, per poi scaricarla e guardarla tutta d’un colpo, o scarico le canoniche due puntate settimanali e me le guardo a dosi di due ore a settimana? Che è seria, come decisione, voglio dire. Insomma, sputtano il mio tempo appresso a Lost, ma a piccole dosi e subito, o sputtano il mio tempo in dose massiccia più in là nel tempo, e quello che c’è adesso, di tempo, lo occupo con cose di altro conto, tipo, chessò io, doppia razione di NBA (all’interno della quale ci sarebbero quindi anche le partite trasmesse da SportItalia con commento di Niccolò Trigari, che, Dio mio, come direbbe l’avvocato, bene ma non benissimo)?

Nel frattempo, poi, ci sarebbe quest’altra cosa qui:


 

Ecco, se poi non sapete perché Cloverfield esce il 18.01.’08, se non sapete cosa sono i numeri di Lost riguardanti Hurley e l’equazione di Valenzetti, se non avete mai notato che il suono del mostro del suddetto film è pari pari a quello che si sente in suddetta serie TV, beh, insomma, bene, ma non benissimo. >:

BibbyMVP
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