Apprendo da Repubblica. It:
Bella, politicamente impegnata sul fronte umanitario. In più attrice. Il fascino di Angelina Jolie, moglie di Brad Pitt (bastardo, n.d.r.), ha colpito anche una delle ultime icone della resistenza politica: il subcomandante Marcos. In un libro che uscirà tra qualche giorno il dirigente zapatista messicano confessa la sua ammirazione per la bella Jolie.
E penso: ma come! La rivoluzione? L’hasta la victoria sempre? E i falsi ideali del sistema capitalista americano? E il consumismo? E (soprattutto) i Rage Against the Machine??? Bah.
Comunque io li vedrei bene insieme. Si, devo dire che li vedrei proprio bene insieme.


Ma parlando di cose serie, meno male che qui in Italia c’è gente che ci sa fare. C’è gente che guarda che veramente. Il Senatur con il suo solito sorrisino di circostanza ha decretato a proposito del federalismo fiscale, una dopo l’altra, le seguenti cose:
“Abbiamo 300 mila uomini, 300 mila martiri, pronti a battersi e non scherziamo...mica siamo quattro gatti. Credete che avremmo difficoltà a trovare gli uomini? No, perché verrebbero giù anche dalle montagne”
"I fucili sono sempre caldi"
"Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi…"
E io aggiungo: “minchia!”
Inoltre, mi dicono che a Roma ha vinto Alemanno. E mi dicono che la gente festeggiava così (non è uno scherzo):


A volte ritornano. Torno a bloggare dopo parecchio tempo in cui ho fatto cose, visto gente, mangiato mont blanc. Una citazione a Nanni ci vuole, in tempi in cui ti si dice “ma non scrivi più sul blog perché sei in lutto per via di Berlusconi?”. E quindi:
4 – Mi dicono dalla regia che la mia abitudinarietà sfiora livelli mai raggiunti da nessun essere umano al mondo della mia età. Mi prendono pure in giro, per questo, perché sono troppo abitudinario e faccio sempre le stesse cose allo stesso modo. Alcune delle cose scritte qui di seguito sono degli esempi, le frasi scritte in blu sono di Sosti, copia-incollate da una conversazione in msn.
Quando ci metti vent’anni a finire un piatto di pasta.
Dove al posto del piatto di pasta ci può essere qualunque altra cosa. Sono sempre l’ultimo a finire.
Non so, quando per mangiare anche una cosa veloce ti apparecchi il tavolo nei minimi dettagli mi scassi, per esempio
La cosa veloce, il 90% delle volte è pane e Nutella, o Nutella con i grissini.
La supercircolazione del tuo braccio destro
In pratica quando sono seduto sono sempre nella stessa posizione, ci sono decine di foto in cui ci sono io, seduto, che mi gratto la schiena.
Quando fai la ronda Fnac-Feltrinelli-Rinascente per trovare un CD.
In realtà la faccio a prescindere dal dover comprare qualcosa o meno, mi basta avere mezz’ora di tempo libero. Il giro è sempre quello e se inizio a parlare con i commessi è la fine
Quando ti metti a canticchiare in faccia alla gente che parla…
Ma se c’è la musica in sottofondo e si conosce la canzone, è ovvio che uno si metta a cantare. No?
La frequenza dei tuoi vabbè e dei tuoi boh
A voce, ma soprattutto negli sms e nelle conversazioni in msn, parecchie volte mi capita di dire vabbè e boh. Boh, è normale come cosa, no? Vabbè, forse no.
La metodologia con cui ti avvolgi la sciarpa intorno al collo: tanto la giri e tanto la maneggi che la marca risulta sempre visibilissima...
Ce l'ho!! il tuo sistema infallibile per sgrassare il vasetto della Nutella! Spruzzi, lo lasci lì... e domani mattina è perfetto!
E se ci pensate è un gran metodo. Se lo si deve riutilizzare, la sera gli si spruzza dentro il sapone per i piatti, lo si riempie d’acqua, e la mattina dopo lo si svuota semplicemente. Oh, va via tutto senza sforzi inutili!
Poi c'è tutta la serie delle cose per cui ti si dovrebbe ammazzare, cioè quando vuoi far credere agli altri cose assurde e la maggior parte delle volte ci riesci...
Ho fatto credere che mio nonno era il portiere della Juve, che un quadro ricamato a punto croce appeso al muro l’avevo fatto io durante una mia degenza in ospedale da bambino, che Janis Joplin era un maschio, e poi cose momentanee, tipo la pizza col merluzzo (col merluzzooo???), discorsi riguardanti persone inesistenti portati avanti per un considerevole periodo di tempo, e altre cose del genere…
Quando fai i tuoi giochi di parole scemi??
Secondo i miei giochetti le parole si scrivono all’americana, robe tipo:
Gino il Panino (noto porcaro di Torino) = Geeno Hill Paneeno
Ma figurati! = Muffy Goorati!
Pirla = Peerla
E direi! = Eddie Ray (Eddie Guerriero e Ray Mistero, questa in comproprietà con Sosti)
5 – Sono fissato con i CD originali. Se poi sono a tiratura limitata, non ne parliamo neanche. Se un album dei Muse esce sia in versione normale che in versione a tiratura limitata con tre sottobicchieri al suo interno (presente H.A.A.R.P?), io compro il secondo. Che ovvio, costa di più.
Il secondo fine è quello di farglieli piacere a tutti i costi. E da qui si risale alla radice del sesto tratto caratteriale:
Eccolo cazzo, il tuo tratto fondamentale!
Plagiare, indottrinare, piegare al tuo gusto personale, plasmare!! Ecco la tua vera essenza..
Un manipolatore!
In pratica tendo a voler far piacere la mia musica, i miei film, le mie serie TV, in pratica qualunque cosa piaccia a me, alle altre persone. Chessaràmmai.
Che sono curioso.
Qui, obiettivamente, Signori, siamo davanti ad una genialata. Cioè, voglio dire, una pensata senza eguali. O forse si, Borghezio che passa vagone per vagone a pulire dove hanno sostato extracomunitari, e magari anche il Maiale-Day di Calderoli, potrebbero essere idee di analoga genialità, ma tant’è. Anche perché l’ideatore è sempre lo stesso, quindi è un po’ come dire che Born To Run è migliore di Magic, ma non di Darkness on the Edge of Town o di The Rising. Tutti ottimi lavori, da lì in poi và a seconda dei gusti di singolo individuo. Quindi non vi so dire se preferisco vedere il Senatur che dice che loro della Lega ce l’hanno duro, o Calderoni che indice il Maiale Day per evitare la costruzione di una moschea, o l'immagine quì affianco. Fanno tutte ridere allo stesso modo secondo me. Braccia rubate al cabaret, proprio.
Io, comunque, contrariamente a tante persone che diserteranno le urne in segno di protesta, a votare ci andrò. Mi sono documentato, nel caso ce ne fosse stato bisogno. Ho guardato tutte le trasmissioni che avevano come ospiti i candidati premier, ho seguito le campagne elettorali, ho letto i programmi dei vari partiti. Ero indeciso, mi dividevo tra l’idea del voto utile e la volontà di seguire gli ideali da buon fan dei Rage Against the Machine (ma perché non c’è il subcomandante Marcos anche qui da noi???), e poi mi sono deciso. Voterò lui.
Perché, sostanzialmente, cosa te ne fai di un blog, se poi ci scrivi una volta al mese, e per di più solo cazzate? E allora diamoci un taglio, e scriviamoci di più, tipo ora. Ma pur sempre cazzate, ovvio.
Alla voce gossip, inoltre, vorrei avvisare tutti ma proprio tutti tutti che Samuel e Federica si sono irrimediabilmente mollati. E voi vi chiederete, chi cazzo sono Samuel e Federica? Ebbene, costoro sono il perfetto connubio tra le tre differenti ma neanche poi tanto scuole di pensiero che rispondono al nome di technolesi, technofolli, e skin. Entrambi classe ’89 o giù di lì, sempre in giro con i jeans più attillati ch’io abbia mai visto, alti due metri e mezzo in due, alternavano sigarette a sputi per terra con un tempismo invidiabile, capelli rasati lui, capelli da ragazza troppo yeah simil-frangetta lei, bulli che di più non si può, tutto il paese sapeva della loro storia grazie alle scritte che campeggiavano e campeggiano tutt’ora sui muri della stazione del nostro paese, nonché in sala d’attesa, nonché nel sottopassaggio, e cosi via, le quali recitano cose tipo:
Samu e Ika insieme x sempre
Ika sei la mia vita
Samu T.A.T.
Samu e Ika 3msc
E poi, siccome tutte le belle cose hanno una fine, anche la loro fantastica storia che durava da tipo quest’estate, è volta al termine. Fonti sicure (mamma di Ale) raccontano di una nuova fiamma per il nostro Skin alto 1.50, questa volta bionda, e con mezza testa rasata. Bah.
Poi, in fine, vorrei utilizzare questo blog per una cosa seria, una volta tanto. Vorrei spargere la voce riguardo al casting del nostro prossimo video gangsta-rap (avevo detto una cosa seria, cazzo). È da tempo che ne parliamo io e i miei amici, e ora sembra che sia giunto il momento di mettere in pratica le varie idee che ci sono venute in mente durante tutti questi anni. Il video che vogliamo girare sarà una sorta di via di mezzo tra Still D.R.E e Candy Shop, e avrà come location ovviamente None, nostro paese natale. Al posto delle Cadillac ci sarà una Panda Natural Power color turchese, Cosmo dice che un modo per farla saltare come quella di Snoop Dogg lo si trova, e con la quale gireremo per qualche secondo per il paese con i finestrini abbassati e la musica rap ad altissimo volume. Nel farlo, passeremo davanti all’anfi (ovvero, l’anfiteatro di None, luogo frequentato dalla paccottiglia truzza del nostro paese) sparando con le pistole fuori dai finestrini inclinate di 45°, perché le cose o si fanno bene o non si fanno. Il resto del gangsta-rap video, poi, si svolgerà all’interno di un’abitazione non ancora ben definita (stiamo vagliando le varie ipotesi, la gente fa la fila per avere la propria casa all’interno del nostro gangsta-rap video, ovvio), e avrà come protagoniste varie ragazze ancora da scegliere, tutte seminude, ovviamente, per le quali sto appunto proponendo il casting. Per la parte nella vasca da bagno con il cioccolato fondente al posto dell’acqua è già stata selezionata Sosti, che si dice entusiasta di aver finalmente la possibilità di rendersi visibile al grande pubblico che questa faraoinica impresa attirerà. Stiamo inoltre cercando un’orefice che ci faccia orologi e catene pesantissime, di quelle bling-bling col ciondolo che gira come i cerchi in lega dell’Hummer yo nigga di Xzibit mentre il rapper della situazione ripete all’infinito le parole yes sir, yeah, e yo nigga, non so se avete presente. Poi ci sarebbe anche il dettaglio dei denti tempestati di diamanti e platino, ma a quel punto il budget inizierebbe a scarseggiare, quindi Ale proponeva giusto questa sera di applicare un po' di carta stagnola attorno ai denti, e tagliare corto.
Quindi, sostanzialmente, fateci un pensierino e scrivetemi, perché la prossima stella dell’hip-hop potrebbe essere una di voi.
YO.
Il sottoscritto, per concludere in bellezza, è inoltre andato in pizzeria (pizza con uovo, patatine e salsiccia, incommensurabile) con SostieneMartina, AtipiCoz, e tali Giovanni e Ale Mandazza a.k.a. Mandarancio (compagno di vecchia data e di vari concerti). Con quest'ultimo ha programmato in parte la giornata del 14 giugno, giorno in cui starà in zona mixer per non rischiare la vita, assistendo al concerto più bello della sua vita.

L’autore di questo blog, poi, è lieto di comunicarvi che grazie a lui (e ai soldi dei parenti, tanti, che piovono giù che è un piacere dalle parti del 24 marzo) gli Utah Jazz vinceranno entro poche settimane il titolo NBA, e che Jack Shephard, John Locke, e tutti gli altri dell’isola di Lost, forse è la volta buona che riescono a trovare la strada di casa. Via Domus. Tutto grazie all'autore di questo blog. E ai soldi dei parenti.


Ma poteva andare peggio, comunque. Poteva piovere. Consoliamoci quindi con il video dei nostro beniamini.
E fu così che il G.S. Sangone non si qualificò ai play-offs, arrivando quarto, perdendo l’ultima di campionato, che era, sostanzialmente, lo spareggio dentro-fuori. C’è delusione in me (cit.), e non solo in me, com’è giusto che sia. E sostanzialmente, la stagione, a meno di un proseguio di campionato denominato da qualcuno “il girone degli sfigati”, è belle che finita qui. Però (si sa, un però c’è sempre), c’è stato un dopopartita. E ci sono le pagelle. Forse le ultime della stagione.
Voto 9 ai D’Agostino Brothers che prima dirigono la partita dalla panchina (Rocco) e il tifo dagli spalti (Giampo, con l’aiuto di Simone, Mozza, e il sempreverde Palumbo), e poi rispolverano aneddoti d’alta classe, come quello dell’incontro di Gordan Giricek e Dalibor Bagaric dal porcaro dopo una partita di Basket nelle marche.
Voto
Voto
Voto 6 al 10 avversario. Perchè alla fin fine è un cazzo di giocatore, con o senza dread. E se abbiamo perso, è stato gran parte colpa sua.
Voto 5 al numero 7 Grimaldi, che prima dice che non sa se uscire, perché qui, perché lì, per via di questo, per via di quello, e poi ce lo ritroviamo nel nostro stesso locale in compagnia di Aceto e Geppo. Ma per questa volta può andare, anche vista e considerata l’ottima prestazione in partita.
Voto 4 al terzo quarto della partita. Dopo Marrabbio che apre in due il mento di Alberto Alessio con una testata, è la volta dello stesso Marrabbio che spaventa l’intera Sangone Arena appoggiando male la caviglia e uscendo dal campo zoppicante, e di Bertossi e (ros)Marino che in seguito ad uno scontro di gioco (tra di loro) sono costretti a fermarsi, il primo per una botta al ginocchio, e il secondo per una caviglia che si gonfia, stando a quanto detto da lui, come una cipolla (ma non prendete per oro colato quello che dice ros-Marino, è pur sempre l’unico pugliese che usa il termine piemontese “ginocchia gige”)
Voto
Voto 2 al Carignano. Perché sono si una buona squadra, ma pur sempre una squadra che annovera tra le proprie file gente come quello col tatuaggio di Irene Grandi (una spirale, e per di più nello stesso punto, sulla spalla) e Adolfo Zappa (il sosia, o se vogliamo la via di mezzo, tra Frank Zappa e Adolf Hitler…inguardabile)
Voto
Voto 0 al Presidente (a.k.a. Esa a.k.a. El Prez) che ci incita dagli spalti per tutta la partita, e poi viene perfino a fare l’urlo con noi a giochi conclusi. Peccato per la sua mano bianca con guanto d’ordinanza, che quando l’ha appoggiata sopra alle nostre c’è stato quel secondo di terrore e sguardi ilarici d’intesa.
Leggevo un giornale mentre tornavo da Torino, tale Rolling Stone numero di marzo 2008, che negli Stati Uniti, più precisamente in quel di Chicago,

Raga, ma che catena è, quella delle cadute? Cioè, voglio dire, lo so che sto facendo di nuovo il guastafeste che sta sulle palle a mezza blogosfera, lo so, ma cioè, voglio dire, insomma. Dai, la scrivo pure piccola la lamentela, ma tanto mi odierete lo stesso. Lo so. Mi lamento sempre. (Ma ho ragione).
Comunque. La V. (anche conosciuta come Vale, PinkEgoBox e "quella che cel'ha col mondo"), mi ha invitato a partecipare a questa catena nella quale bisogna raccontare le cadute clamorose avvenute durante il nostro ciclo vitale al seguito delle quali, aggiungo io, si sono riscontrati bernoccoli, lividi, gravi ematomi, e, nel peggiore dei casi, mi pare di aver capito, amputazione di uno o più arti.
Io non me ne ricordo tante di cadute nella mia vita. Giusto un paio:
La prima che vi propongo, direi che è epocale, in ogni caso. Ero piccolo, facevo le elementari, anche se non mi ricordo quale classe. Vi posso dire però, che era dopo la terza elementare, perché indossavo la canotta di Sua Ariosità MJ, che era stato il regalo per la promozione di suddetta classe. E stavo giocando nel giardino di casa mia con il già precedentemente citato pagURO (o cangURO che dir si voglia). Avevo un canestro, di quelli che di solito si avvitano al muro di casa o al balcone. Solo che il mio era eretto da un asse di legno piantato nel terreno. E ci passavamo i pomeriggi, all’epoca, giocando dei colossali one-on-one d’altri tempi. Roba che neanche al Rucker Park. E un bel giorno, quel giorno lì, ci venne la splendida idea di prendere una scaletta, alta quanto possono essere alti quattro scalini, e usarla PER SCHIACCIARE. Cioè, non so se rendo l’idea. SCHIACCIARE. E A DUE MANI, PURE (ora, lo so che qualcuno starà pensando a battute sul doppio senso del termine schiacciare, ancora di più dopo l’aver letto a due mani, ma tant’è). In ogni caso, ad un certo punto, dopo aver preso la rincorsa, ero già lì che esultavo per l’ennesima schiacciata vincente che nella mia testa doveva decidere una gara a caso delle finali tra i Bulls di Michael e i Jazz di Stocktohn e Malone. Solo che mi sono inciampato in uno scalino, non so esattamente quale, e sono finito, come direbbe l'avvocato, per le terre. Sbattendo prima contro l’asse di legno, e poi contro il terreno. Non dimenticandomi di rimanere incastrato con la caviglia nella scaletta, che tra l’altro continuo a vedere tutte le volte che entro in cantina, appoggiata al il muro. E tutte le volte mi ricordo di questa fantastica scena. Che poi me la sono cavata con bernoccolo, lividi vari, camminata zoppicante per qualche giorno. Niente di che. Ma ne è valsa la pena.
La seconda caduta è una caduta che mi è valsa un bernoccolo. Ma non uno normale. Il gran visir dei bernoccoli. Alle elementari, sempre di quel periodo si tratta, nella mia classe si era fighi in relazione al tipo di dondolata che si aveva sulla sedia durante la lezione. Io riuscivo a dondolarmi sulla sedia stando su una gamba sola. E un bel giorno peccai di presunzione, presi il pericolo sottogamba (se l'avete capita, battuta drammatica, lo so) e caddi. Solo che ero in ultima fila, e dietro di me c’era il muro. E quindi battei contro il muro, e poi per terra. Lì ne è valsa un po’ meno la pena, perché c’era comunque gente che riusciva a fare quel tipo di dondolata senza spaccarsi la testa.
Che belli gli anni dell’adolescenza durante i quali non pensavi a niente ma proprio a niente, se non a fare lo scemo con gli amici lamentandoti della scuola che andava male, non sapendo che alla fin fine quello che stavi passando, inteso come i compiti in classe e le interrogazioni, non erano poi tanta roba, in confronto a quello che ti sarebbe toccato più in là nel tempo. Alla voce fare lo scemo con gli amici, io metterei il passatempo per eccellenza, il gran visir dei passatempi. Voglio dire, chi di voi non ha mai passato ore e ore a cercare parole che finissero in “URO”? Si perché da noi, qui in questo bel paesino chiamato None (già il nome è tutto un programma), c’è un nostro amico, o conoscente che dir si voglia, che si chiama Puro di cognome. E poi c’è quest’altro tipo, amico, o conoscente che dir si voglia, che avrebbe si un nome ed un cognome (quest’ultimo, Carretta) come tutti, ma che tutti amano chiamare Mikku. E questo Mikku, che un giorno sarà sindaco di None grazie alla popolarità che riscuote tra le genti di tutte le età di questo angolo di paradiso piemontese che è None, aveva, e ha tutt’ora, oltre all’innato dono di riuscire a riprodurre con le proprie corde vocali la mitica Trombetta di Mikku® (verso che riesce a fare solo lui e che in pochi hanno avuto la fortuna di udire almeno una volta nella vita), anche la simpatica abitudine di storpiare i nomi di tutti quelli che conosce. E cioè tutti. Così Armaroli è diventato Zamaroli e Armageddon, Violi è diventato Pioli, Muscia è diventato Mucca, Zanni è diventato Panni, e il nostro amico (o conoscente che dir si voglia) romeno che di nome faceva Ionut (che si leggerebbe Iònuz), per colpa di Mikku è chiamato da tutti Mariuz e Sboduz. E poi c’era il caso a parte, l’eccezione. Ovvero Puro. Nel suo caso non lo si chiamava storpiandone il nome, bensì adottando parole a caso che finissero in “uro”:
Ovviamente, questo Puro (o cianuro, Arturo, canguro…chiamatelo come volete) non lo sapeva una volta, e non lo sa tutt’ora. Come direbbe The Big Aristotele (ovvero Shaquille O’Neal), era tutto molto bello. Essere scemi al punto di passare ore e ore e ore pensando ininterrottamente a parole che finissero in “uro”, qualunque cosa si stesse facendo. Ma come tutte le cose belle, anche questa è finita. Vuoi perché si è cresciuti, vuoi perché le parole in uro prima o poi finiscono. Ora sta a voi, colti lettori di blog, far sì che il sogno continui. Non lasciate che la speranza di nuove parole in uro si areni dinnanzi all’indifferenza della gente, siate gentili. Regalate ad un povero ventenne le parole in uro di cui ha tanto bisogno (leggi anche: se ne sapete di nuove, fatemelo sapere).
Caro Gesù Bambino. Io come regalo di Natale vorrei tanta felicità, non chiedo altro. La cosa più importante nella vita è essere felici.